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RICOSTRUZIONE, QUANDO NON C’E’ PIU’ TEMPO BISOGNA ESSERE PRATICI
stampa pagina 8 aprile 2016
Chiediamo al capogruppo Pd, Stefano Palumbo, come mai parlano solo di ricostruzione privata
Se guardo dall’esterno l’80% è solo ricostruzione privata è vero, la città è cambiata poco. Vedo però che le cose stanno prendendo forma, c’è l’impostazione di Porta Barete
E’ in corso una lite giudiziaria con l’amministrazione e in quel sito ci sono solo erbacce…
E’ il risultato di un lungo periodo di scontro politico con l’allora struttura commissariale e Fontana.
Se Porta Barete fosse stata inserita nel Piano di ricostruzione, forse non sarebbe andata così, Fontana voleva riqualificare il centro storico l’assessore Di Stefano no…
E’ stato un periodo di scontri e di fatto un percorso di quel tipo ha ritardato la ricostruzione del centro storico, se ci fosse stato un modello e delle basi, forse le cose sarebbero andate diversamente
Manca un progetto di riqualificazione vero in questa città…
Non si possono restituire le case tra vent’anni, servono certezze, chi vuole fare delle scelte in centro ha bisogno di certezze che non ha, penso però a Piazza d’Armi, alle Mura e a Valle Pretara
Manca un disegno e un filo conduttore anche sulle scuole, i fondi ci sono dal 2010
Da Sassa partirà un ragionamento innovativo, tutte le scuole avranno la fibra ottica, ed anche fondi per migliorare la viabilità. Sulle opere pubbliche ci sono ritardi ma sono ragionamenti complessi, sulle proprietà dei diversi enti bisogna promuovere Accordi di Programma.
Cinque anni fa, si poteva però pianificare un discorso complessivo
Non credo
Avete quindi poco tempo e dovete fare in fretta…è così che avete ragionato sugli edifici incongrui rilevati dal Cnr, non è brutto sapere che quello studio non è mai arrivato in Aula?
Certo che è brutto, ma significava ritardare ulteriormente i lavori. Come sul Ponte di Belvedere, oggi il Sindaco mi dice demoliamo, dico andiamo con le riparazioni, sette anni fa sarei stato d’accordo a demolirlo, avevamo il tempo per ricostruirlo più bello
E c’erano anche già i fondi. Gli urbanisti del Cnr proponevano Via Sallustio come quartiere da riqualificare, potevate prendervi del tempo ed andare avanti altrove…
Sono state perse diverse occasioni, serve ora un certo pragmatismo, su Valle Pretara, in tempi diversi, si vedrà qualcosa
Sulle frazioni avevate tempo per fare nuove regole, oggi già partono i cantieri, si rischia di fare borghi cementificati e più brutti di prima…
Se ci fossimo anticipati, avremmo portato la filiera in altre direzioni. Ma rientra nel discorso della pianificazione, come pure il Progetto case ed è competenza dell’assessorato, se no litighi tutti i giorni. Per un fine nobile, bisogna dare una botta al cerchio e uno alla botte…
Lunedì prossimo la discussione del Masterplan in Consiglio, D’Alfonso ha deciso tutto solo
D’Alfonso è stato bravo nel far rientrare l’Abruzzo in quella pianificazione e nell’aver ripreso il ragionamento sulle reti e collegamenti transfrontalieri. In un disegno così strategico ed europeo, andavano inserite meglio le aree interne. Il discorso è ora più ampio, miglioreranno i collegamenti con Pescara.
In quel Masterplan c’è anche Collemaggio, qualcuno, come Massimo Cialente, ne avrà parlato in qualche tavolo, perché non lo dice nessuno?
E’ difficile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati…
Il Consiglio ha il compito di indirizzare le scelte di un Sindaco per poi controllare che siano attuate, non lo avete fatto…
E’ così, L’Aquila dovrebbe avere un ruolo più da protagonista e creare basi solide su cui ragionare, si rischiano solo uscite sporadiche e la responsabilità è della classe dirigente, anche l’idea della Macroregione mediana per le aree interne, è finita lì.
Peraltro in pochi conoscono le potenzialità dei sottoservizi e di una città smart che non sia solo una delega assessorile, credo anch’io, come Palumbo, che il salto dovrà essere culturale, ma finché sarà consentito transito e parcheggio selvaggio in centro anche di notte, sarà difficile preparare la comunità a concetti intelligenti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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