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CENTRI D’AGGREGAZIONE CEDUTI IN COMODATO, A SASSA NON APRE PROPRIO
stampa pagina 20 aprile 2016
Continua la cessione temporanea in comodato, dei centri polifunzionali realizzati nel Progetto case e Map dal Comune dell’Aquila alle associazioni e pro loco che ne facciano richiesta, perché la Caritas e la Curia non ne hanno voluto più sapere, mentre dopo sette anni alcuni come quello di Sassa, ancora non aprono e non si capisce la ragione. Abbiamo seguito la cessione del centro d’aggregazione a Preturo, all’Associazione Culturale Amiterno, poi quello di Roio Poggio andato alla pro loco Piana di Rojo in questi giorni l’ultimo a Bazzano, affidato all’Associazione anziani attivi residenti nei Map. E così l’amministrazione cerca di liberarsi di costi e gestione, con la concessione in uso gratuito fino a fine giugno, in attesa che si faccia la gara per la gestione, dietro versamento di una polizza fideiussoria di 6mila euro che i comodatari dovranno versare, per assicurare il pagamento di spese, utenze e manutenzioni. Peraltro ci siamo chiesti, se le strutture non sono ancora agibili, almeno è questa la giustificazione ufficiale alla mancata apertura di Sassa, non si capisce come possano essere concesse così facilmente ad associazioni di privati cittadini. Per il centro di Bazzano allungano i tempi del comodato fino a fine 2016, segno che gara pubbliche per il momento non si faranno, mentre il manufatto vero e proprio non lo ha donato la Caritas, perché lo fece la Curia dell’Aquila. Sfugge quindi come mai il corpo del deliberato non riporti lo storico di questi passaggi. Sicuro la Curia non vuole gestire nulla, non avrebbe risorse e strumenti, non ce la farebbe insomma, ma la storia del centro a Bazzano è un’altra perché non è, una donazione Caritas. Quel pezzo di area fu assegnato alla Curia per realizzare un centro d’aggregazione con delibera di Giunta del 28 giugno 2011. Metà della squadra assente. Mancava Fanfani, Pezzopane, Lalli, Placidi, la Pezzopane e Pelini. E quando le assenze sono così massicce qualcosa non quadra di sicuro. Fu la Curia ad offrirsi di fare un centro d’aggregazione sociale. Quell’area le fu concessa in comodato d’uso gratuito, la struttura sarebbe stata temporanea, con un’urbanizzazione a scopi sociali mentre in caso di rinuncia, il Comune avrebbe potuto assegnare la gestione ad altri. L’atto di rinuncia non è ufficiale e non sappiamo se finora la Curia abbia pagato costi, manutenzioni ed utenze. Non si capisce. Il parere del settore economico e finanziario è peraltro favorevole nella misura in cui resta in capo al settore competente, la responsabilità di verificare eventuali pendenze e l’utilizzabilità del manufatto da parte di terzi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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