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CIALENTE ALZA SOLO LE TASSE, TAGLI LA SPESA PUBBLICA E LE SPA
stampa pagina 22 aprile 2016
Invece di ridurre la spesa pubblica e quella folle delle società partecipate, Massimo Cialente e la sua squadra di governo alzano le tasse agli aquilani. Lo farebbero senza problemi con la Tari, quella sui rifiuti, perché è l’unica che possono alzare visto che la Legge di Stabilità non consente altri aumenti tributari. Che fanno aumenta il Cosap con questa crisi? Oppure sanzionano le affissioni abusive, così certa politica consiliare li fa correre? Certo che no, allora stangano la gente. Alla quale hanno tolto anche servizi, strade e verde pubblico perché dall’avanzo d’amministrazione prelevano soldi per pagare le morosità che non recuperano più dal Progetto case. L’aumento della Tari pare sventato dal fatto che i 24milioni di euro avuti nel 2015 per le minori entrate, forse li avremo con un emendamento dal Decreto Giannini in discussione al Sentato. Ma Roma è stanca, ed è stanco il Governo amico del Sindaco Cialente, Pd, perché gli ha detto se incassate di meno sui rifiuti, riducete il costo del servizio, semplice, altrimenti dovete alzare le tariffe. E così andrebbe. Ci fosse stata una volta in questo decennio d’amministrazione, in cui abbia mai parlato di riduzione di costi e della spesa pubblica e delle società partecipate. Le quali da quest’anno, avranno il loro bilancio incorporato in quello del Comune e lì saranno guai seri per la stabilità delle casse. E non dica che ha ripianato i conti dell’Asm spa, la società che gestisce i rifiuti, perché con un emendamento a sua firma gli ha girato 2milioni di euro così. La società spende in personale la metà di quanto spende il Comune ed ha un quinto dei dipendenti. Come può essere accettabile, per i cittadini che lavorano e pagano tasse senza avere servizi, strade e verde sentire un sindaco che giustificherebbe la stangata col fatto che gli aquilani, pagano meno che in altri Comuni? Cialente non ha capito che la gente non ne può più. Non ha mai alzato un dito per combattere l'evasione, perché se quest’anno hanno incassato 11milioni e mezzo di Tari, con l’aumento passato, prima del sisma introitavano 12milioni e qualcosa, ma se il patrimonio abitativo inagibile è ancora consistente, vuol dire che prima c’era un’evasione paurosa. Per la quale la politica che conta non ha mai voluto aggiungere un’unità lavorativa in più, per combatterla. Molto più facile alzare le tasse. Di fatto hanno incassato il 94% sui rifiuti, i 3milioni che mancano li dovrebbero coprire coi recuperi, un milione di euro di accertamenti l’anno per la verità, ma vanno sommati agli altri venti che mancano e vista la chiusura romana, è ora di razionalizzare. E lo è da decenni. Le spa assorbono la metà del bilancio comunale, comincino dai vertici. Tre o quattro figure apicali per società con quindici dipendenti se le possono permettere solo vessando e strizzando la gente che lavora. Intanto con l’acqua alla gola è stato convocato il Consiglio comunale per giovedì prossimo, per approvare in pochi giorni le manovre finanziarie più importanti. Sul rendiconto di gestione non hanno ancora dato il parere i revisori, si ricorrerà alla comoda prassi per cui il Prefetto li diffiderà a provvedere entro i venti giorni seguenti e a maggio se ne riparlerà, tagliando ancora di netto le gambe al confronto democratico, perché i consiglieri hanno quei conti a disposizione solo da ieri e non da venti giorni prima, come prescrive il Testo unico.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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