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COMUNALI L'AQUILA, RUGGERI: BASTA LOGICHE "CENTRALISTICHE"
stampa pagina 26 aprile 2016
Il vento dell’antipolitica soffia sempre più forte. Basta vedere l’affluenza alle urne sempre più in calo. E i primi a farne le spese, giustamente, sono i partiti. Che infatti ne hanno combinate di tutti i colori.
Dall’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica, nata dalle ceneri di Tangentopoli (ed è tutto dire), a oggi, in generale, nessun partito che ha governato i principali Enti Locali è stato immune dalla corruzione, dalle ruberie e dalla collusione con le organizzazioni criminali (la raccolta dei giornali è esplicita, ma è sufficiente anche una piccola navigazione su Internet). Nessun partito - destra, sinistra, centro - nel Nord come nel Sud.
E, pare, dalle ultime notizie sui 5 Stelle, nessun movimento, pure quelli partono con le migliori intenzioni, è ben presto sono costretti a fare dietrofront. Così, avere alle spalle il simbolo di questo o quel partito non è più garanzia di successo, anzi. Essere identificati come portabandiera di un partito spesso e volentieri finisce per nuocere.
Per questo, soprattutto nelle elezioni amministrative locali, è ora di sganciarsi definitivamente da loro e dalle loro logiche “centralistiche” lontane mille miglia dalle esigenze delle persone. E’ ora di metterli in quarantena, dando spazio, soprattutto nei centri medio-piccoli come L’Aquila (dove già nel 2012 la coalizione “L’Aquila Città Aperta” è arrivata al ballottaggio), alle liste civiche.
Infatti il sindaco, aspirando di solito, come è anche comprensibile, a un ruolo più prestigioso e magari nazionale, tende a ubbidire ai diktat imposti dal suo partito di riferimento, sacrificando gli interessi immediati del proprio territorio e dei propri concittadini. Così non può più essere considerato autonomo nelle scelte, ma piuttosto condizionato dalle regole e dai giochi imposti dall’alto, da Roma.
Quante volte è capitato che dei consiglieri comunali abbiano detto: “Questa delibera fa schifo, però la votiamo lo stesso”, perché il partito ci ha imposto di farlo, altrimenti addio ambizioni di carriera?
E’ quindi necessario voltare pagina, spezzare le catene partitiche e fare finalmente solo e soltanto gli interessi della città. Tanto più di una città che ancora non riesce a rialzarsi dal dramma del terremoto.
Corrado Ruggeri
L’Aquila Città Aperta
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Taccuino
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