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A CHI LA SPARA PIU’ GROSSA, BILANCI COMUNALI A DEMOCRAZIA ZERO
stampa pagina 27 aprile 2016
Cialente promise in campagna elettorale un bilancio trasparente e leggibile a chiunque. Se avesse mantenuto la promessa oggi ogni aquilano avrebbe potuto leggere da sé, come vengono spesi i 24milioni di euro che mancano per chiudere il bilancio di previsione. Invece siccome non lo sanno leggere nemmeno loro, tanto è tecnico, ognuno la può sparare più grossa a seconda di come gli serve. Che domani, mezz’ora prima di un Consiglio comunale convocato a tre giorni dalla scadenza dei termini per votare il consuntivo e il bilancio di previsione, si riunisca la prima commissione per far passare l’aumento della Tari (del 20%) e le altre tariffe senza adeguata e approfondita discussione, è uno schiaffo alla comunità e a quei consiglieri che avrebbero voluto apportare contributi o emendamenti. Che il consuntivo non abbia il parere dei revisori è gravissimo, ed è bene precisarlo a scanso dei bla bla bla in politichese che non potranno smentire tali macigni di verità. Che la città sia abbandonata nel verde pubblico mal curato, nelle strade vergognosamente rattoppate e nei servizi minimali che offre è sotto gli occhi di tutti, far credere che i 24milioni di euro servano anche a questo, è intellettualmente disonesto. Ma quando mai la politica ha fatto rima con l’etica. In fretta e furia devono votare domani l’aumento della Tari del 20%, l’unico aumento delle tasse che Roma consente, senza lasciar trapelare la verità per cui si incassa più oggi, sui rifiuti, che prima del sisma, e questo in proporzione vuol dire che c’era un’evasione vergognosa a cui nessuno ha mai posto riparo. E non può essere un vanto per un Sindaco che si avvia verso il tramonto di un decennio di governo civico. Il Governo Renzi e a seguire chiunque verrà non darà più come fossero ostie 24milioni di euro all’Aquila, neanche un, milione di euro, è quindi ora di razionalizzare la spesa pubblica. Come siano spesi questi 24milioni di euro in più che mancano lo sanno solo loro, di certo non per le strade o il verde, di certo non per l’assistenza alla popolazione o la ricostruzione che paga al centesimo lo Stato. Non è più tempo di giocare. Il servizio di Striscia la notizia sul cimitero monumentale aquilano, abbandonato con le bare a cielo aperto da sette anni e i fondi disponibili da subito, 12milioni di euro in tutto oggi, avrebbe voluto almeno delle scuse sentite, da chi ci amministra. Neanche questo, non li tocca più nulla, siamo davvero alla frutta. E domani all’ammazzacaffé per votare in pochi minuti perfino il piano finanziario dell’Asm spa, senza la minima discussione democratica per tagliare la spesa della spa come delle altre. Ci si chiede a cosa serva, votare un Consiglio comunale.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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