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TARIFFA RIFIUTI. CIALENTE: “VI E’ ANDATA BENE, POTEVAMO AUMENTARLA DEL 50%”


stampa pagina 30 aprile 2016

Decoro civico, a via Fortebraccio Decoro civico, a via Fortebraccio

Cialente e la sua maggioranza di governo, non sono riusciti a portare in Consiglio entro il 30 aprile né il rendiconto di gestione né il bilancio di previsione, ma con una serie di forzature hanno “deciso” che la scadenza normativa non conta. Dovevano votare “per forza” l’aumento della Tari, la tariffa sui rifiuti, del 20%, perché la scadenza è tassativa, ed invece di vergognarsi di chiedere circa 2milioni in più l’anno agli aquilani, gli hanno detto una cosa del tipo, vi è andata pure bene, perché avremmo potuto chiedervi un aumento del 50%. Cialente ha preferito la via della stangata, il 20% è tantissimo, piuttosto che tagliare spese e costi, intanto all’Asm spa, visto che le tariffe si pagano in base ai servizi. Secondo i dati riportati dal consigliere Ettore Di Cesare (Apl-Lcv) L’Aquila è al 22mo posto per i costi più alti sui rifiuti, tra i 126 capoluoghi fino a 120mila abitanti. L’igiene urbana “è da terzo mondo” l’erba non è sfalciata, tra i 110 capoluoghi di provincia ha la percentuale più scarsa di raccolta differenziata e cresce meno di tutti negli ultimi anni. Il consigliere ha ricordato gli obiettivi del contratto di servizio di Asm, da 14milioni e mezzo di euro l’anno, tra i quali “migliorare il decoro cittadino e delle strade, e per pietà – ha aggiunto – vi risparmio il capitolo del verde pubblico”, Cialente ha invece giocato sporco “modificando il contratto di servizio – ha detto alla città - l’Asm diminuirà i servizi”. Perché non parla di personale, di quadri e dirigenti pagati a peso d’oro, e che pure i sindacati erano disponibili a ridiscutere negli incarichi? Con l’aumento della Tari incasseranno 11milioni e mezzo, ne mancano tre, e non appena Roma, almeno questo pensano, girerà 18milioni e nove che mancano al bilancio a causa del sisma, altri tre saranno girati all’Asm spa, senza che abbia alzato un dito, Massimo Cialente e la sua ciurma di incapaci, per ridurre la spesa. Spende ancora circa  2milioni di euro l’anno di fitti per gli uffici e 32milioni di euro sono imbalsamati nelle sue casse per la sede unica da anni, oltre ai circa 6milioni delle Bcc, pronti da subito, per Palazzo Margherita. E nessuna politica fiscale impostata per rilanciare una città che muore. Roma non si fida, gli aveva detto di tagliare i costi, e Cialente s’è guardato bene dal raccontarlo, dopodiché ha chiesto a Fabrizi dell’Usra, di “certificare” le risorse mancanti a chiudere il bilancio, quantificate poi in 18milioni e nove circa. Che ci fanno? Gli aumenti Tari sono passati con i pareri contrari del dirigente Giannangeli e dei revisori dei conti perché non c’è copertura, Pirozzolo ha controdedotto con una perla di diritto amministrativo, dicendo ai consiglieri che se il parere favorevole non c’è, ci sarà, e così l’atto è passato. Secondo Cialente un milione e tre non glielo riconosceranno comunque e dove andrà a pescare lo sa solo lui. Delle carenze croniche di una dirigenza incapace a chiudere un consuntivo, oggi neanche l’accenno, continueranno però a prendere il massimo dell’indennità di risultato mentre gli aquilani, quelli perbene, pagheranno in silenzio. La leggerezza con cui questo Sindaco ha raccontato che parecchi dichiaravano per i rifiuti la metà dei metri quadri per cui oggi vogliono il doppio dei soldi dallo Stato per la ricostruzione delle proprie abitazioni, richiede l’attenzione della Finanza e delle Procure competenti, visto che quanto accade nell’amministrazione pare debba restare tra le quattro mura dove l’istituzione ancora una volta, è stata oggi sbeffeggiata da Cialente e dalla maggioranza tutta che lo ha sostenuto.


Alessandra Cococcetta




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