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Regione

ACQUE MINERALI, REGIONE DEFINISCE CRITERI PER LE CONCESSIONI


stampa pagina 4 maggio 2016

Mario Mazzocca Mario Mazzocca

La Giunta regionale, su proposta del Sottosegretario all'ambiente Mario Mazzocca, ha definito ieri i criteri per l'assegnazione delle concessioni per lo sfruttamento di giacimenti di acque minerali e termali. Con lo stesso provvedimento l'esecutivo regionale ha, inoltre, individuato come prioritario il ricorso a forme di collaborazione fra aziende del settore e altri soggetti pubblici e privati per l'erogazione di servizi in abbinamento ad iniziative di carattere turistico-sociale incaricando la struttura regionale di predisporre un atto di indirizzo in grado di disciplinare univocamente la materia mediante la predisposizione di uno schema di accordo di programma quadro. "Le procedure di affidamento ad evidenza pubblica", ha spiegato il sottosegretario, "dovranno contenere esplicita previsione affinche' la definitiva assegnazione potra' essere disposta solo dopo valutazione positiva della procedura di valutazione impatto ambientale (VIA) da parte del Comitato regionale". "In questo modo la Regione, ente delegato proprio alla gestione ed alla amministrazione delle risorse idriche del territorio, potra' procedere nel piu' breve tempo possibile all'indizione di nuove procedure conformandosi a tutte le prescrizioni, sia di natura istruttoria che procedimentale, indicate dai vari pronunciamenti giurisprudenziali (vedi sentenza del Tar Abruzzo n.12/2016 - ndr). "Qualora ne ricorrano le condizioni e sempre al fine di valorizzare la risorsa idromineraria e l'attivita' di ricerca e coltivazione delle acque - ha aggiunto Mazzocca - la Regione potra' parimenti procedere alla adozione di uno specifico atto-tipo in grado di evitare la creazione di situazioni di stallo consentendo all'amministrazione di concertare con i vari portatori di interesse le forme attuative garantendo al contempo uniformita' di trattamento delle diverse situazioni sulla base di regole predeterminate e nel rispetto del principio di assoluta trasparenza del processo decisionale amministrativo". "Oggi piu' che mai", ha commenta il sottosegretario, "ci sono tutte le condizioni per consolidare e implementare il processo di sviluppo della risorsa idromineraria regionale; infatti, lo strumento capace di trasformare la criticita' in opportunita' di sviluppo e' quello di legge, laddove la stessa prevede che la Regione e gli Enti pubblici e privati possono sottoscrivere accordi di programma, intese istituzionali o porre in essere altre forme di cooperazione per la promozione, valorizzazione e realizzazione di un sistema integrato delle attivita'". "E' un' esigenza avanzata da diversi territori della regione: la sottoscrizione di intese contrattuale fra Regione, Comuni e (eventualmente) privati, non potra' non determinare l'atteso consolidamento delle attivita' nel tempo, fornendo una reale prospettiva di stabilita' al personale impiegato (massimamente precario), aprirebbe le porte a nuovi posti di lavoro e consentirebbe la messa a disposizione del quantitativo occorrente della risorsa naturale acqua anche all'impresa turistica. Ne' piu' ne' meno di quanto accade gia' nella stragrande maggioranza delle localita' termali italiane. E diverse sentenze del Tar - ha infine osservato Mazzocca - vanno proprio in tale direzione, demandando il 'compito' di ricercare idonee soluzioni alla competente autorita' regionale". 




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