L'Editoriale

L'Editoriale

Periodico indipendente a distribuzione gratuita
ti trovi in: home » articoli » Economia » CARNE BOVINA, COLDIRETTI:…
 

All'interno

  • Archivio Numeri
    • In Copertina
    • Primo piano
    • Comune
    • Provincia
    • Regione
    • Attualità
    • Ambiente
    • Cronaca
    • Sport
    • Economia
    • Politica
    • Cultura
    • Edizione Straordinaria
tutti gli articoli

Cultura e Turismo

  • San Giuseppe Artigiano, mercato antiquario alla villa comunale
  • "Les Ritals", spettacolo alla Basilica di San Bernardino
  • Black Hole Jazz, concerto organizzato dal Gran Sasso Science Institute
tutti gli articoli

A ruota libera...

Sede unica, la cittadinanza va consultata.... Conservazione del territorio. Con questo impegno sonoro in campagna elettorale, Cialente promise…
archivio

Segnala!

Se vuoi segnalare notizie scrivici all'indirizzo e-mail
[email protected]
Economia

CARNE BOVINA, COLDIRETTI: CONSUMI IN PICCHIATA IN ABRUZZO


stampa pagina 5 maggio 2016

Images 1

Nel giro degli ultimi cinque anni oltre 128 mila abruzzesi hanno detto addio alla carne bovina. La stima e' della Coldiretti Abruzzo. Oggi a portare in tavola carne bovina e' rimasto il 63,7 per cento degli abruzzesi, mentre a primeggiare nel gradimento sono le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio), presenti almeno una volta a settimana nel piatto per 82,7% dei cittadini della regione. A mangiare maiale e', invece, il 49,8 per cento, mentre il 62,4 per cento non si fa mancare mai i salumi. "Proprio nel 2015 - precisa Coldiretti - la carne ha perso per la prima volta il primato ed e' diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie dopo l'ortofrutta, con una rivoluzione epocale per le tavole nazionali. Il risultato di un trend negativo in atto da anni e' che non si e' mai mangiata cosi' poca carne in Italia dall'inizio del secolo. Le quantita' di carne portate realmente in tavola sono scese in media a 85 grammi al giorno, ben al di sotto del limite dei 100 grammi al giorno fissato dai piu' accreditati Istituti di ricerca. Eppure la carne e i salumi - sottolinea Coldiretti - rappresentano importanti fonti di proteine ed altri micronutrienti solitamente assenti (vitamina b12) o poco rappresentati (zinco, selenio, B2, PP) o scarsamente disponibili (ferro) nei prodotti di origine vegetale. Un alimento importante soprattutto per i bambini: la carne e' uno dei primi cibi che si puo' introdurre a partire dal periodo di svezzamento perche' e' fonte di nutrienti essenziali alla crescita ed e' anche facilmente digeribile". 
Non corre invece rischio di estinzione l'arrosticino, il cui appeal aumenta tra il consumatore, ma con un altro tipo di problema: oltre due arrosticini su tre, stando sempre ad una stima di Coldiretti Abruzzo, deriverebbero da carni provenienti dall'estero, penalizzando gli allevatori onesti e snaturando una produzione che trova il suo punto di forza proprio nella tradizione pastorale regionale che in Abruzzo e' rappresentata da circa 250mila capi di ovini adulti di cui ogni anno 60mila destinate alla produzione di arrosticini". Una crisi con due cause: una diminuzione dei consumi e l'aumento delle importazioni selvagge. Negli ultimi venti anni sono state chiuse in Abruzzo circa la meta' delle stalle: in particolare, l'allevamento bovino ha subito un decremento in termini di capi del 33,7% contro una diminuzione del 31,8% dei capi suini e del 63,8% dei capi ovini a dimostrazione dell'allarme sul prodotto "arrosticino". Ad essere "sopravvissuti" sono circa 400mila capi tra bovini, suini e ovicaprini per un totale di 9200 aziende, dove lavorano minimo 18mila persone, tra capi azienda e manodopera familiare e non. "Gli arrivi da Paesi comunitari e extracomunitari di carne a basso prezzo senza il valore aggiunto di sicurezza e sostenibilita' garantiti dall'Italianita' provoca la chiusura delle stalle, impoverisce le attivita' di trasformazione e distribuzione ad esse legate e fa venir meno il presidio ambientale e di legalita' di interi territori - sostiene Coldiretti - Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni. Ecco perche' per salvare un patrimonio culturale, ambientale ed economico del Paese e' importante verificare le etichette che obbligatoriamente devono indicare la provenienza della carne fresca per scegliere la filiera italiana della carne che crea occupazione, produce ricchezza, rispetta l'ambiente a la biodiversita' e presidia il territorio delle nostre regioni, ma garantisce anche qualita' e sicurezza alimentare grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari piu' estesa d'Europa".




  • Tweet

Il pungiglione

Che fine hanno fatto gli archivi della città dopo il sisma? I documenti storici della città dell'Aquila, atti pubblici, delibere di Consiglio e di Giunta, concessioni edilizie ed urbanistiche sono ancora abbandonati a Palazzo Margherita e…

Taccuino

  • 9 L'Aquila, mostra sui giudici Falcone e Borsellino
tutti gli appuntamenti

News

  • Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
  • Progetto case, 1099 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
  • Presentazione ufficiale del terzo itinerario del Cammino del Perdono
  • "Dante alla Dante", miniciclo di eventi sul grande autore
  • Goriano Valli, il 1° maggio la Festa della Tosatura
  • Camera di commercio dell’Aquila, domani l'Internet Day con le scuole
  • Spazio Varco, dal 30 aprile la mostra "flow. flew. flaw"
tutte le news

I nostri video

  • play Lavori a Murata Gigotti
  • play Stefano Palumbo su sicurezza stradale
tutti i video
Direttore Responsabile: Giuseppe Vespa
Autorizzazione Tribunale di L'Aquila del 13/8/92, reg. giornali n°293
Direzione e amministrazione: 67100 L'Aquila, via del Malepasso 10/A.
Tel. e Fax 0862 405082 - Cell. 3476588525
E-mail [email protected]
credits