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LA SMENTITA DI TORDERA, NON SMENTISCE MA CONFERMA… CIALENTE MINACCIA E MANDA PIZZINI, FARNETICANDO DI APPALTI ILLEGITTIMI NELLA ASL
stampa pagina 6 maggio 2016
La smentita fatta girare tramite l’ufficio stampa dal manager Asl Rinaldo Tordera, non è che una “una conferma” di quanto scritto nel nostro articolo qualche giorno fa, in riferimento alla convenzione Asl/Università a favore della moglie di Cialente. “La questione relativa alla dr.ssa Donatella Ussorio è la naturale conclusione di quanto stabilito oltre 3 anni fa dalla commissione paritetica Asl-Ateneo”. Ed ancora: “Pertanto, appare del tutto logico - scrivono - che quanto stabilito, costituisce l’ovvio sviluppo del procedimento, iniziato oltre 3 anni fa, dall’allora manager Asl Giancarlo Silveri e dal rettore dell’Università in carica all’epoca, Ferdinando Di Orio”. E’ da dire che la proposta fu avanzata da Di Orio e semplicemente recepita da Silveri. Ma proprio perché nel provvedimento c’era di mezzo il (per niente magnifico) ex rettore Di Orio, condannato in primo grado a tre anni di reclusione ed è attualmente sotto processo con l’accusa di gravissimi reati in diversi tribunali d’Italia, la rettrice Inverardi avrebbe fatto bene a starne alla larga.
Comunque, la questione non appare affatto del tutto “logica” né ovvia, come vuol mettere a credere “il nostro Rinaldigno de La Torda”, ma è molto più complessa. Intanto Tordera, non spiega come mai pur essendoci altre convenzioni da sottoscrivere, queste sono rimaste al palo, e solo quella della signora Donatella (contro la quale, personalmente non ho nulla) è stata portata avanti. E chi dice che una convenzione esaminata tre anni fa sia ancora attuale e fattibile? In tre anni è cambiato il mondo politicamente, socialmente, culturalmente ed economicamente, è cambiato il manager Asl, ma soprattutto è cambiata la normativa nazionale che impone una volta di più la riduzione della spesa pubblica e sanitaria.
Dicano Tordera e la Inverardi dove hanno scovato l’inderogabile obbligo. Ma c’è di più: non c’è nessuna necessità imminente, poiché si sta parlando di un servizio non strategico, quando invece ve ne sono altri molto più importanti ed improcrastinabili per la salute dei malati e dei cittadini. E poi, è stato verificato se il reparto della Ronconi, che è un reparto di supporto, avesse l’effettiva necessità di “un aiuto”? In realtà si è voluto a tutti i costi attivare una procedura speciale, che avrebbe richiesto una situazione altrettanto speciale, e poi in una struttura che si rispetti, il convenzionamento dovrebbe riguardare i professori, che possono dare un apporto scientificamente importante e non i tecnici. E se ve ne fosse stata “assolutamente” la necessità, sarebbe stato opportuno bandire un concorso, per coprire il posto.
C’è ancora dell’altro. Il primo atto di Tordera è stato quello della conferma della dott.ssa Ronconi nella stessa struttura, anche se nel frattempo è stata rinviata a giudizio per il famoso certificato falso.
È stato questo il preludio per introdurre la convenzione a favore della Ussorio, moglie del sindaco Cialente.
Si capisce a questo punto, come Cialente si sia dato tanto da fare per “cacciare” Silveri e far nominare il suo attache Tordera, contro la città e il mondo dei medici e della sanità aquilana che avrebbero voluto ben altre scelte. Più strategiche al futuro aquilano, in vista della possibile Asl unica, per la quale, con “un tecnico” L’Aquila avrà zero chance di dirigere la Asl che verrà. E Cialente lo sa. Ed è indubbio comunque che il convenzionamento, favorisca la signora Ussorio in Cialente sia sotto il profilo economico che per la carriera.
Ed andiamo alla reazione scomposta del sindaco Cialente. Come al solito “il nostro” come si vede in difficoltà, grida subito al complotto e manda messaggi, tipo pizzini, per distogliere l’attenzione dai suoi problemi. Lancia minacce e intimidazioni alle persone e va in escandescenze. Parla di “vittime civili” quando si tratta dei suoi parenti, quando invece sono i parenti degli altri, che lui vittimizza. Questo foglio (come Cialente lo chiama) non ha mai sparlato di sua moglie, ma ha semplicemente riportato fatti di cronaca che la riguardavano. Cialente sa “chi ha fatto scrivere il pezzo e perchè”? lo dica chiaramente e faccia il suo nome e sa anche che questo giornale non scrive sotto dettatura. Vaneggia, Cialente, di appalti milionari nella Asl che solo grazie al suo intervento sarebbero stati ritirati. Vaneggia, Cialente, e parla di scandali nella Asl, accennando prima ad appalti di otto milioni per ortopedia e poi di sette milioni per il laboratorio analisi. Conclude, Cialente, con le solite minacce nei miei confronti: andrà in Procura per presentare una denuncia penale dando vita anche ad un procedimento civile. Faccia pure, personalmente resto tranquillo sapendo di essere nel giusto e di svolgere il mestiere di giornalismo con la consueta, cura e indipendenza. Minaccia inoltre, Cialente, di rivalersi, per i danni subiti, sugli sponsor che sostengono questo giornale. Non sapendo che di sponsor ne sono rimasti ben pochi, perché minacciati a non offrire più alcun sostengo e chi sa mai da chi, e chi sa che lui non ne sappia qualcosa. Noi continueremo comunque. Ma giacché va in Procura, Cialente, faccia nomi e cognomi, dica fatti e circostanze sui presunti scandalosi appalti della Asl, è un suo dovere di Sindaco e di cittadino. Altrimenti taccia e la smetta di fantasticare su complotti nei suoi confronti e di minacciare cercando di zittire la libera stampa che fa solo il proprio dovere, piuttosto pensi a fare il Sindaco e a mostrare i bilanci, scarsi, del suo operato a quasi un decennio di amministrazione civica. Si sente “attaccato” quotidianamente, le critiche di questo giornale sono sempre documentate, al contrario le sue smentite, non hanno mai una cartuccella a sostegno.
Peppe Vespa
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