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Condanna del dott. Giovanni Farello

LA RETTRICE INVERARDI DORME SONNI TRANQUILLI


stampa pagina 10 maggio 2016

Ferdinando Di Orio, Maria Grazia Cifone, Giovanni Farello Ferdinando Di Orio, Maria Grazia Cifone, Giovanni Farello

Alcuni giorni fa, la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, ha ricevuto una comunicazione con la quale le veniva notificata la sentenza del Tribunale penale, con cui è stato condannato il dirigente medico, dott. Giovanni Farello, della clinica pediatrica che in concorso con altri medici, cagionava la morte del piccolo Matteo non diagnosticando la forma occlusiva intestinale, malgrado i sintomi dovessero per forza richiamarla e non dando peso a quanto detto dal radiologo che aveva rilevato un versamento addominale. Bene. Anzi male, malissimo. Perché, pur essendo passati ben quattro mesi dalla sentenza, e circa venti giorni dalla notifica della stessa, la rettrice Inverardi e l’Ufficio Personale dell’Università, non hanno provveduto agli adempimenti di competenza. Non poteva essere diversamente, visto che il Farello, vanta la protezione dell’ex (per niente magnifico) rettore Di Orio e della prof.ssa Maria Grazia Cifone, direttrice della facoltà di Medicina e Chirurgia dall’ateneo aquilano.
Una triade: Di Orio, Cifone e Farello che fa a gara per chi entra di più in tribunale. Di Orio è stato condannato a quattro anni e sei mesi ridotti a tre anni per benefici generici, al pagamento di 90mila euro allo Stato e liquidazione di danni da quantificare, a favore del Prof. Sergio Tiberti. Ma non finisce qui. Di Orio è ancora sotto processo al tribunale dell’Aquila con accuse pesantissime per la vicenda dei fitti d’oro per l’Università e al tribunale di Rieti, per la faccenda di una convenzione taroccata stretta con una società non operante. La prof.ssa Maria Grazia Cifone è sotto processo al tribunale di Rieti con l’accusa di falso ideologico. Giovanni Farello…come sopra detto. La rettrice Paola Inverardi…dorme sonni tranquilli. Non vorremmo fossimo caduti dalla padella nella brace.

 

Peppe Vespa




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