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UNIVERSITA’, GLI STUDENTI VOGLIONO TORNARE IN CENTRO STORICO
stampa pagina 11 maggio 2016
Stamattina a Roma, la rettrice Inverardi ha firmato una convenzione col ministro Orlando perché altri spazi dell’ex carcere minorile ad Acquasanta, siano utilizzati per le necessità dell’ateneo. Un accordo spacciato per storico, perché farebbe tornare gli studenti “in centro storico”, farebbe risparmiare i soldi per i fitti e manterrebbe le promesse della politica per cui il sisma del 2009, non sarebbe stato dimenticato. Presente il sindaco Cialente, incapace perfino di un’analisi. Intanto Acquasanta non è il centro storico, mentre tutti, dimenticano di dire sempre, a che punto è la ricostruzione delle sedi universitarie del centro, da Palazzo Camponeschi a Palazzo Rivera, vere sedi, amate dagli studenti, in particolar modo dai fuori sede, i primi, a non aver lasciato L’Aquila, sperando che presto, proprio quelle sedi gli sarebbero state restituite, ed invece a sette anni dal sisma, siamo al punto in cui passa per un gran successo, un patto che “offre” locali anonimi, freddi e privi di vita, a quella che dovrebbe essere una rinascita culturale, di una città a vocazione universitaria. Almeno si spera che ancora lo sia. Neanche un accenno, al fatto che c’è più d’un’inchiesta avviata sui fitti stratosferici pagati dall’ex rettore Di Orio per sedi universitarie post sisma nella zona industriale, che avrebbero agevolato imprenditori locali, senza nessuna valutazione Ute o comparazione dei prezzi, contro la quale Massimo Cialente non s’è mai permesso di fare una critica. E questo, la dice lunga sul come il Sindaco parli di lobby e mafie, a proprio piacimento ed interesse. Delle sue dichiarazioni pubbliche e a sproposito risponderà nelle sedi opportune, nel frattempo presenzia a convenzioni incredibili senza difendere la rinascita del centro storico, per il quale, con l’assessore Di Stefano, ha a cuore solo le case. Le cui pratiche andate a buon fine, sono per lo più ad opera esclusiva della Sovrintendenza. Della ricostruzione degli uffici pubblici, delle sedi universitarie e della casa comunale, Cialente non sa cosa dire e non vede per niente urgente, la necessità di informarne la città. Anzi no, l’Usra qualche dato generico lo data al 29 febbraio scorso. C’è il sacco col dollaro tipo Banda Bassotti, ad indicare gli importi spesi, di più sulla ricostruzione pubblica non si sa, meno male che con la nuova “entità” d’informazione post sisma, presentata pubblicamente qualche giorno fa, quel poco che c’è arriverà alla gente ben confezionato, anche se ci sarà ben poco da barare sui numeri, e non se ne parlerà più.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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