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PRIMA GLI ARRESTI DOMICILIARI, POI L’AVVISO DI GARANZIA, POI LA PROROGA

STAREMO A VEDERE SE IL PROCURATORE GALLO AVRA’ IL CORAGGIO DI PROSCIOGLIERE TOTALMENTE IL SINDACO MASSIMO CIALENTE


stampa pagina 13 maggio 2016

Il procuratore Stefano Gallo Il procuratore Stefano Gallo

Il 25 prossimo maggio scade la proroga per le indagini preliminari nei confronti del sindaco Cialente. In quella data “il nostro”, potrebbe essere incriminato o prosciolto dall’accusa. Personalmente sono curioso di vedere se il giudice Gallo, che a suo tempo fece fuoco e fiamme ma venne stoppato dal procuratore capo Fausto Cardella, avrà il coraggio di andare fino in fondo o se, come gli altri, coprirà Cialente delle sue “scorrerie”.

Voglio credere fino in fondo nell’onestà intellettuale del giudice Gallo. Staremo a vedere.
L’evidente copertura giudiziaria nei confronti di Cialente, da parte della Procura aquilana, è stata oggetto di pesanti interventi da parte del sottoscritto, addirittura in data 9 ottobre dello scorso anno, inviai un circostanziato esposto al Capo dello Stato Mattarella, in qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, perché inviasse degli ispettori nella Procura aquilana affinché accertasse la veridicità di quanto da me denunciato. Nonostante le gravissime accuse, sono passati ben otto mesi, ma non mi sembra che qualcosa si sia mosso. Anzi. Cialente continua imperterrito a fare le sue “cialentate” e continua a godere della copertura della magistratura aquilana. Una cosa, sembrerebbe sia successa. Il procuratore capo Fausto Cardella avrebbe inviato il mio esposto alla Procura di Campobasso che, non poteva mancare, avrebbe aperto un fascicolo nei miei confronti; anche se ufficialmente al sottoscritto non è stato mai comunicato niente. Bene. Anzi male. malissimo. Perché almeno la cosa sarebbe comunque approdata in tribunale e se ne sarebbe discusso e lì ci saremmo fatti quattro risate. Ed invece… niente.
Eppure i fatti e le circostanze riportate nell’esposto sono di una gravità assoluta.
Nell’esposto parlavo anche della copertura della Magistratura aquilana nei confronti dell’ex (per niente magnifico) rettore dell’Ateneo Aquilano Ferdinando Di Orio, ma anche in quel caso non è successo niente.
In altre Procure italiane l’ex rettore, anche a seguito delle nostre inchieste giornalistiche, è stato più volte condannato ed è tuttora a giudizio per gravissimi reati. Significa che le altre Procure non hanno il timore reverenziale che hanno all’Aquila.
Ma tornando a Bomba ed al nostro Cialente ed al giudice Gallo, l’esito delle inchieste portate avanti dalla GdF, dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato, mostrano un silenzio sospetto. Come quella che riguarda la “forzatura” sulla “transazione” di sei milioni di euro per pagare la realizzazione della metropolitana di superficie, mai ultimata, alla concessionaria Cgrt di Eliseo Iannini. E di contro, l’esecuzione del restauro e ristrutturazione della megavilla del sindaco Cialente, per le quali è stata condotta un’approfondita indagine dalla GdF, sotto le direttive del colonnello Roberto Prosperi, misteriosamente (ma non troppo) trasferito con somma urgenza in altra destinazione. A seguito della quale, proprio il sostituto procuratore Gallo emise la richiesta degli arresti (anche se domiciliari) per Cialente con il coinvolgimento di due notissimi imprenditori. Misura cautelare immediatamente “stoppata” dal procuratore capo Cardella, tramutata in un semplice avviso di garanzia che non fu mai emesso, ma sostituito da una richiesta di proroga delle indagini.
Sta ora al sostituto procuratore Gallo, che nel frattempo è stato incaricato di sostituire Cardella, dimostrare di essere stato nel giusto, oppure se sia il caso di chiedere scusa a Cialente, agli imprenditori coinvolti e agli aquilani terremotati, per l’errore commesso. Noi crediamo che vi siano ancora dei giudici onesti. Chi vivrà… vedrà.


Peppe Vespa




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