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CIALENTE, VERSO L’AUMENTO DELLA TARI AGLI AQUILANI DEL 50%
stampa pagina 13 maggio 2016
Senza troppi fronzoli e visto che il Sindaco non lo fa, va detto chiaro agli aquilani che l’aumento della Tari rischia di essere del 50%, perché il Governo Renzi non trasferirà in tempi utili i 19 milioni di euro necessari a chiudere il bilancio di previsione, per le minori entrate e le maggiori spese dovute al sisma. Una mazzata tra capo e collo che il Sindaco non ha fatto nulla, in questi sette anni, per evitare. Già l’aumento del 20% votato nell’iter consiliare, fa salire la spesa di una famiglia media per i rifiuti di 100 euro l’anno almeno, figuriamoci il 50%. Ed è una scelta precisa, perché Cialente non ha adottato nessuna strategia per prepararsi al giorno in cui il Governo, perché quel giorno sta arrivando, non avrebbe più dato un centesimo per l’emergenza sisma. Che dal 2012 è ufficialmente chiusa peraltro. 19milioni circa avrebbe dovuti rastrellarli intanto con la riduzione della spesa pubblica a cominciare dalle società partecipate che succhiano la metà del bilancio comunale. L’Asm spa avrebbe potuto rivedere i costi del personale, anche la Cgil era d’accordo nel tagliare gli apici, garantendo i livelli occupazionali ma Cialente, scientemente, non ha voluto. Ha preferito alzare le tasse e con il 50% di aumento, chiederà agli aquilani cinque milioni di euro in più l’anno, e francamente in questo momento economico è un vero furto. A fronte di un servizio modesto, di una raccolta differenziata al minimo e di una città sporca ed assolutamente priva di decoro urbano. A meno di un anno del rinnovo del Consiglio comunale e in un decennio in cui ha avuto in mano la città, Cialente Massimo deve cominciare a fare bilanci. Non è stato in grado di cambiare di un virgola, quel vecchio modo di amministrare aquilano per cui la città lo scelse la prima volta nel 2007, fatto di favori e di equilibri intoccabili. Avrebbe dovuto smantellare un certo potere strisciante della dirigenza a braccetto con la politica, e invece lo ha rafforzato, con scelte discrezionali per incarichi strategici a posti dirigenziali che lui stesso controlla, non ha fatto nessuna riforma sulle partecipate, l’Asm spa ha chiuso il bilancio in attivo perché lui stesso, con un suo emendamento in assestamento di bilancio lo scorso novembre, gli ha garantito 2milioni di euro girati ed incassati sull’unghia dalla società. Ed anzi avrebbe creato un altro carrozzone per gestire il Progetto case, se non lo avesse fermato la sua stessa maggioranza, un mostro di burocrazia da 9milioni di euro l’anno di costi, solo per le poltrone e nessuna garanzia di sana gestione. L’aumento della Tari al 50%, l’unica tassa che Roma gli consente di alzare è una porcata grossa, che graverà soprattutto sui cittadini che sono rientrati nelle proprie abitazioni e magari non lavorano o hanno perso l’impiego, ma non può passare così liscia, ogni giorno quindi, finché non sarà votato il bilancio, ricorderemo agli aquilani chi è, e con quale accetta li sta amministrando.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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