All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
LA POLITICA OSSEQUIA IL PREMIER, NESSUN SINDACO SI TOGLIE LA FASCIA
stampa pagina 17 maggio 2016
Che la firma del Masterplan per il sud sia stata una svolta epocale, mi pare un tantino esagerato. E’ un accordo che redistribuisce risorse europee non spese tra le province abruzzesi, L’Aquila in coda come sempre, per investirle in infrastrutture, ma neanche una riga su lavoro e occupazione. Anzi disoccupazione, che la Cgil regionale rimarca oggi, solo quella giovanile, al 48%. E mentre stamattina una parte della città attendeva Renzi all’Auditorium del Parco per la firma, a Villa Gioia la prima commissione non ha potuto nemmeno iniziare i lavori per il bilancio di previsione, perché mancava ancora qualche atto (ancora?), nel pomeriggio in Giunta, e perché l’assessore competente Cocciante doveva andare dal premier. Ci riproveranno giovedì, una manovra stringatissima e necessaria a pagare giusto gli stipendi e le spese obbligatorie, perché Renzi, lo stesso Renzi che gioiva delle proprie strategie con D’Alfonso al Castello cinquecentesco, non si sa ancora perché, non ha girato all’Aquila i 18milioni di euro certificati dall’Usra, per le maggiori spese e minori entrate dovute al sisma, e necessari a chiudere il bilancio di previsione. Stranamente Cialente non ha restituito la fascia, qualche telecamera lo ha ripreso mentre baciava Renzi sulle guance in partenza per Bari, per la seconda firma strategica della giornata. Ne avrà da affilarne un po’, per costruire il necessario consenso alla sua leadership e fino al referendum costituzionale di ottobre. Nel frattempo L’Aquila è definitivamente scomparsa dalle cronache nazionali e da quelle regionali, se non come “luogo simbolo” (di che?) per una firma che buona parte della politica nostrana s’è affrettata a definire storica e senza precedenti. Ossequiosa di Renzi e ossequiosa di D’Alfonso che tesse da tempo la sua tela per le prossime consultazioni elettorali, dovrà fare in modo che il rinnovo del Consiglio comunale all’Aquila, l’anno prossimo, non gli faccia ombra, in particolar modo per le sue ambizioni romane, per le quali non lascerebbe mai la Regione in mano al vice Lolli. Deve agire in modo che i propri tasselli vadano dove vuole che vadano, così, anche fosse andasse a Roma, la Regione resterebbe comunque nelle sue mani, e Lolli non sarebbe così malleabile. E tra una strategia e l’altra gli toccherà sorbirsi Cialente, che con un profilo bassissimo, meglio non dare nell’occhio, rinuncia ad ogni battaglia epica per la sua città che muore, per barattare un dopo 2017 possibile, sui tavoli che contano, e un futuro degno del potere che gestisce da un decennio. Questo, sta facendo Cialente. Agli aquilani toccheranno zero servizi e un aumento della Tari del 50% perché non è stato capace, con la sua Giunta modesta, a fare una sola politica di rilancio e di taglio alla spesa pubblica, alle stelle con i debiti, le assunzioni e le poltrone delle società partecipate.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
News
- Cassazione, saluto fascista reato anche in assenza di violenze
- "Belle Forti. Facciamo largo allo sport femminile", iniziativa all'Aquila
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1110 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Sicurezza alimentare, attivo sportello di Confcommercio
- Startup, "l'acceleratore Tim" fa tappa a L'Aquila
- "Un calcio all'indifferenza", iniziativa dell'associazione culturale macedone






.gif)
