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NE SERVONO 24, ANZI 18 E 9…SA CHE E’, VANNO BENE PURE 16
stampa pagina 20 maggio 2016
Roma girerà prossimamente all’Aquila 16milioni di euro per il bilancio di previsione, all’approvazione dell’Aula da lunedì prossimo, solo con le spese obbligatorie e gli stipendi. Cialente esulta e con lui la senatrice Pezzopane, che continua a parlare di gufi e gufetti tanto perché fa renziano. Se abbiamo capito bene gli servivano 23 milioni di euro tra maggiori spese e minori entrate dovute al sisma, l’Ufficio speciale aveva certificato una necessità di 18milioni e nove, gliene girano solo sedici, oltre ad aver aumentato la Tari del 20% agli aquilani, e sono contenti. E’ evidente che qualcosa non va. Se fossero stati sufficienti 16 milioni di euro, perché chiederne sette di più alle tasche degli italiani? Cialente ha comunque scelto di aumentare la Tari scucendo agli aquilani 2milioni di euro in più l’anno, ma non ha toccato il Cosap, che pure avrebbe potuto ritoccare, per non urtare le sensibilità delle tante imprese. Dunque tutto addosso alle famiglie. Nessuno sa come spenderà questi soldi, non abbiamo strade, il verde non è curato, il decoro urbano resta solo un’idea eppure gli aquilani saranno strizzati perbene, perché Cialente ha preferito non toccare neanche i conti delle spa, per ridurre la spesa pubblica, e non ha voluto accelerare la costruzione della sede unica comunale per tagliare i fitti passivi. Due milioni di euro l’anno che incassano sempre le imprese, tanto per fare degli esempi, c’è da chiedersi allora per quale futuro e quali servizi, dovrebbe sacrificarsi una città. Intanto si genuflettono a Renzi, ringraziandolo per averci dato sette milioni di euro di meno. Una gran presa per i fondelli fatta di mezze verità e di incapacità totale ad amministrare una città, lasciando a chi verrà una marea di debiti e nessuna prospettiva, per cui prima o poi bisognerà pensare che Roma, non girerà più un cent nei prossimi anni, e Cialente avrà avuto altro a cui pensare. Se almeno qualcuno dell’opposizione raccogliesse l’idea di rivedere i contratti di servizio con le partecipate per tagliare la spesa pubblica e le poltrone dei troppi dirigenti, sarebbe un segnale ad una città alla quale in questi anni, sono state alzate solo le tasse. E mentre la città va alla deriva verso un 2017 possibile, si apparecchiano le tavole per le prossime comunali, per le quali Trifuoggi, futuro candidato sindaco, è pronto ormai ad uscire dalla Giunta, questione di giorni.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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