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CIALENTE, COME SUO SOLITO, NON PAGA LE UTENZE. SIGILLI AI CONTATORI DI PALAZZO FIBBIONI
stampa pagina 8 giugno 2016
Questa mattina, l’azienda che fornisce il metano per il riscaldamento del palazzo di rappresentanza del Comune, ha provveduto ad apporre i sigilli ai contatori del gas, perché “chi di dovere” non ha provveduto al pagamento delle bollette dei consumi.
Come i cittadini aquilani sanno, l’immobile, Palazzo Fibbioni ai Quattro Cantoni, è stato dato in comodato d’uso gratuito al Comune, dalla Fondazione Fibbioni amministrata dal duca Rivera, allo scopo di dare un segnale forte agli aquilani terremotati, della volontà politica e istituzionale di rientrare con la casa civica in centro storico.
E Cialente, che duca non è, ha voluto portare in centro, in un palazzo nobiliare degnamente restaurato, i suoi uffici, la sua segreteria e la sua ciurma di assessori paesani che, certamente (anche loro), non hanno sangue blu nelle vene.
Ma torniamo a Bomba e alle bollette non pagate dal sindaco Cialente. È da dire che l’utenza non è intestata al Comune, bensì alla Fondazione, che ha sempre pagato per consumi non suoi con l’intesa che il Comune avrebbe rimborsato ed anzi avrebbe provveduto subito alla voltura delle utenze. Gli impegni presi da Cialente, come al solito, non sono stati rispettati: questa volta Pantalone non ha voluto più pagare. Da questo…il distacco.
Cialente non ha rispettato nemmeno la clausola contrattuale, nella parte in cui ha stabilito che una percentuale (anche simbolica) del risparmio ottenuto dal “comodato gratuito”, cioè dal fatto di non pagare fitti, andasse in beneficienza. Una volontà del tutto disattesa, perché nell’ultimo bilancio tecnico, nemmeno l’accenno a tale obbligo. Che figure di cavoli!
Cialente d’altra parte non è nuovo a simili comportamenti. Quando era presidente dell’Accademia dell’Immagine, non ha mai pagato le forniture di gas, luce ed acqua, perché allacciato (abusivamente?) ai contatori della Asl, creando un pesantissimo danno erariale all’ente sanitario. E c’è di più. L’asilo occupato in viale Duca degli Abruzzi, senza che Cialente muovesse paglia, è allacciato alla fornitura del Comune, così come Casematte, allacciati, per tutte le forniture alla Asl. “Ed io pago”, avrebbe detto il Principe De Curtis, in arte Totò. Nel caso nostro è invece Pantalone che paga. Le somme non saldate a Palazzo Fibbioni per il gas, ammontano a 13mila euro, e quel che è peggio è che per il riallaccio saranno spese altre migliaia di euro, anche perché i Rivera, a questo punto pretenderanno la voltura delle utenze, con un nuovo contratto intestato al Comune.
È appena il caso di dire che il “Palazzo” è tenuto malissimo, è sporco, e sono stati apposti dei chiodi sui muri, appena restaurati, per quadri e quant’altro. Sarebbe forse stato opportuno, da ospiti, in un palazzo nobiliare, apporre dei pannelli. Ma vallo a far capire all’assessore Di Stefano, da Cagnano, che sicuramente non è solito masticare certe “finezze”.
Dimenticavo di dire che le somme dovute da Cialente, nella sua qualità di ex Presidente dell’Accademia, ammontano a circa un milione di euro, non si capisce come mai la Asl non faccia un’azione legale per il recupero del credito, come non si capisce come mai le Magistrature penale e contabile ancora non intervengano. Cosa ne pensa il neo Manager Asl Rinaldo Tordera, di tutto ciò?
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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