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BANCA D’ITALIA, IL FATTORE UMANO NEL FUTURO QUARTIERE


stampa pagina 9 giugno 2016

Mario Breglia e Carola Giuseppetti Mario Breglia e Carola Giuseppetti

La Sidief, società partecipata al cento per cento dalla Banca d’Italia, e dal 2014 subentrata alla gestione delle 9mila unità immobiliari in Italia, ha presentato stamattina all’Aquila la propria idea di riqualificazione del noto quartiere del capoluogo, con un milione di euro d’investimenti nel prossimo triennio, fino al 2020. Strade, verde e illuminazione pubblica “per far rivivere il centro con nuovi e giovani abitanti”, così il presidente Sidief Mario Breglia con il direttore generale Carola Giuseppetti, personalmente in città per il lancio della nuova gestione, con un contact center in h24, sicurezza, affidabilità e fitti futuri “davvero concorrenziali” ha aggiunto la rettrice Inverardi, presente all’incontro perché vorrebbe coinvolgere gli studenti in un concorso di idee per uno “sguardo fresco sul quartiere, su come sta evolvendo e come potrebbe rivitalizzare il centro storico”. Gli interventi prevendono la dismissione di due palazzine in viale Giovanni XXIII, “i cui proventi contribuiranno a finanziare la riqualificazione”, e a breve sarà pubblicato l’avviso sul sito Sidief, 18 appartamenti in tutto, pronti per il mercato. Mentre il famoso casermone, che pure ospitava tanti anziani, potrebbe avere tutt’altra destinazione “aspettiamo indicazioni dal concorso di idee per vedere cosa farne”, ha spiegato Breglia, tenendo presente che lì sotto “c’è la centrale termica” che alimenta il quartiere. La Società italiana di iniziative edilizie e fondiarie, Sidief, è subentrata alla Banca d’Italia da poco, non conosce delle morosità pregresse come non sa che in queste case, c’erano in fitto parecchi anziani che comunque non potranno tornare, perché quel fitto non potranno permetterselo. Si capisce che il fattore umano, parlando nel pomeriggio con uno dei responsabili delle relazioni esterne, andrà in coda alla priorità della riqualificazione e della rendita. La Banca d’Italia aveva provveduto a fare delle case a Bazzano dopo il sisma, poi donate al Comune dell’Aquila, alcune famiglie si erano già trasferite lì, dopodiché “ognuno avrà fatto la propria scelta”, mi spiega meglio al telefono parlando delle palazzine da vendere. Chi sa che fine faranno questi anziani e quelli del Casermone, abituati ad andare in centro a piedi, resteranno di certo a vita negli alloggi d’emergenza dei Progetti case, in periferia e nel disinteresse generale si lasceranno vivere nei quartieri senz’anima del post sisma. Il loro quartiere, nato dopo la grande guerra su via XX Settembre cambierà volto e seguirà le sensibilità urbanistiche dei responsabili Sidief, speriamo almeno si sposino col progetto “strategico” di riqualificazione del quartiere, da lunedì al voto del Consiglio comunale, in un’evoluzione post sisma della città, dove tra troppi assoli, continua a mancare la regia pubblica che dia la vera identità futura.


Alessandra Cococcetta




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