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VARIANTE SUD ANAS, CIALENTE DOVRA’ RIMANGIARSI TUTTO
stampa pagina 13 giugno 2016
Quello che avrebbe dovuto rappresentare un fiore all’occhiello per la città, con la riapertura di Porta Barete, non sarà altro che un intervento urbano raffazzonato, che non mette d’accordo nessuno, scontenterà il civico 207, che potrà ricostruire su una porzione dell’ex Istituto magistrale e non riqualificherà affatto l’accesso più antico all’Aquila medievale. Perché pensato troppo tardi, rispetto alle sollecitazioni di questo giornale e di monsignor Antonini, ed aggiunto successivamente al Piano di ricostruzione votato dal Consiglio. L’assessore Di Stefano mente, dicendo il contrario, perché nel 2012, all’approvazione dell’Aula, quel Piano approdò senza la dicitura “Porta Barete”. Tant’è che i proprietari di quel civico avevano già fatto gli scavi per ricostruire, perché l’amministrazione non avrebbe alzato un dito per Porta Barete, se non ci fosse stata una grossa aspettativa da parte dell’opinione pubblica che li ha costretti, tardi, a muoversi in quella direzione monca. Hanno infatti pagato la palificata per via Roma e adesso vorranno togliere quel terrapieno, ed hanno consentito, come ha ben detto Vincenzo Vittorini in Aula oggi, la ricostruzione di varie palazzine a ridosso delle mura urbiche a Porta Napoli o Via Cadorna, senza rispettare affatto la fascia di legge dei cinque metri. Usando i due pesi e le due misure, perché due civici su Santa Croce stanno ricostruendo bellamente, rinterrando per sempre reperti antichi nell’indifferenza generale. Così sull’antiporta non sarà consentita alcuna ricostruzione, mentre più all’interno verso la vera Porta Barete gettano cemento nuovo per due palazzine, nell’assenza totale di una pianificazione. Senza sapere dove torneranno le scuole, come ha fatto notare Angelo Mancini, non si può ricollocare residenziale, in mezzo al futuro direzionale di Villa Gioia senza avere la più pallida idea di che ne sarà del futuro dell’Aquila. Per non parlare del Pum, Piano (fantasma) urbano della mobilità, pagato fin nella revisione nel 2012, che pure prevede navette elettriche che transiterebbero in centro per via Roma, e resta invariato: lo pagheremo per la terza volta? La seduta si era aperta con la comunicazione di Ettore Di Cesare (Apl-Lcv) che ha chiesto ufficialmente se la concessione quadriennale per l’Aeroporto di Preturo, scaduta lo scorso marzo, sarà rivista, visto il fallimento conclamato di quel progetto. Non gli ha risposto nessuno. E’ infine passata come un successone, la mozione sulla variante sud – lotto C, che su iniziativa di Masciocco e Perilli, impegna il Sindaco e la Giunta a “ribadire la netta contrarietà a tutte le ipotesi di variante sinora proposte dall’Anas” sulla Statale 17, altamente impattanti e mai condivise dal Consiglio comunale, da chi vive in quell’area, dai cittadini e dai comitati civici del territorio. Ecco se la mozione è un sicuro successo consiliare, ha infatti messo d’accordo tutti determinati a rivendicare il proprio ruolo, non lo è affatto per Massimo Cialente che la “userà” solo come mezzo per tentare di riemergere dall’apnea politica in cui affoga ogni giorno che passa, giusto per dire che esiste. Peccato che un qualche via libera all’Anas e a D’Alfonso gliel’avrà senz’altro dato, salvo tornare indietro ma solo perché gli conviene. L’Anas ha avuto quel via libera dal Sindaco, che ora dovrà rimangiarsi tutto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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