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IL COMITATO ETICO NON PUO’ DIPENDERE DA CIALENTE
stampa pagina 15 giugno 2016
A quasi un anno dall’atto d’indirizzo per designare il Comitato etico per controllare e verificare l’operato del gestore dell’Aeroporto dei Parchi, Cialente pubblica oggi un avviso per reclutarele tre figure, appena 15 giorni di pubblicità e il gioco è fatto. Qualcuno dovrà spiegare con quale garanzia d’eticità ed indipendenza, un Comitato nominato da Cialente, le cui domande dovranno essere indirizzate esclusivamente alla sua attenzione, potrà dire l’attività svolta dal gestore, ad esempio, non corrisponde alle condizioni della concessione, quindi non passa la verifica quadriennale, scaduta il primo marzo scorso, ci sarebbero le condizioni per la rescissione. L’Aquila non è una città normale, scrivevamo un anno fa a proposito del fatto che ancora non esistesse un comitato etico, pur previsto nel capitolato d’appalto, mentre sulla gestione delle ingenti risorse pubbliche, girate alla Rti X Press srl&Innovative Solution Italy Consorzio, aggiudicataria dell’affidamento, non è ancora stata aperta un’inchiesta giudiziaria e contabile. Cialente pare essersi destato solo a seguito dell’intervento di Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo che giusto due o tre giorni fa ha chiesto conto dell’attuazione dei programmi sullo scalo, del piano degli investimenti e se la X Press abbia davvero raggiunto gli obiettivi previsti in vista della revisione quadriennale. In quell’Aeroporto non è stato ancora registrato un solo volo o attività prevista nell’accordo. Dov’è la magistratura? 600 mila euro versati negli scorsi tre anni senza avere in mano nulla. Spese complessive da parte del gestore di circa 800mila euro, con rendiconti confusi e assommati bonariamente dall’amministrazione stessa che a forfait, ha scucito rimborsi per appunto 600mila euro. Il massimo concedibile. E mai una relazione annuale sul proprio operato prodotta, nonostante le clausole della concessione obbligassero a farlo. E poi ancoraun’area dello scalo sottoposta a sequestro perl’interramento occulto di scarti speciali, e neanche dieci passeggeri trasportati negli anni scorsi, a fronte dei 100mila assicurati nel 2014. Uno start up fallimentare, col quale hanno perfino chiesto il rimborso per l’acquisto di 36mila pezzi di carta igienica, con una fideiussione stretta con una società in liquidazione che uno dei quotidiani economici più affidabili,definì come “finanziariamente pericolosa”. Arriviamo a fine anno, col Programma Triennale delle Opere Pubbliche deliberato dalla Giunta Cialente per il 2016-2018 che ha stabilito il “potenziamento” dell’Aeroporto dei Parchi e relative “infrastrutture” per quasi 3milioni di euro, più 600mila per “sostituzione hangar”. Per uno scalo mai partito, che ha ingurgitato e digerito finanze pubbliche ingenti e che pure Cialente, senza alcun controllo contabile e giudiziario, garantirà, sulla base del nulla, finché ci sarà lui. L’Aquila, non è una città normale.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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