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L’AQUILA RUGBY E L’AQUILA CALCIO NON PAGANO
stampa pagina 17 giugno 2016
Sugli alloggi del Progetto case concessi all’Aquila Calcio e all’Aquila Rugby circa un anno fa, si registra una morosità vergognosa. Del 70% sui 15 alloggi per L’Aquila Calcio, e totale, per i 16 affidati all’Aquila Rugby. A fine emergenza la Giunta Cialente stabilì che gli alloggi vuoti avrebbero potuto essere destinati anche ad altre categorie tra cui atleti agonisti e personale tecnico che prestassero la loro opera in città per almeno 18 mesi. Va benissimo, a rileggere le ragioni di quella delibera, va bene pure il principio per cui l’amministrazione di una città terremotata persegua fini aggregativi oltre che economici e quindi favorisce la residenza stabile del personale che lavora in questi termini, ma la morosità registrata è uno schiaffo in faccia agli aquilani. Peraltro visti i risultati ottenuti dalle squadre, possiamo di sicuro dire che non è gente che ha dato il cuore per la città ferita. Quando hanno avuto gli alloggi, a seguito della manifestazione d’interesse a cui risposero, s’impegnarono a pagare il canone condominiale, la locazione ed i consumi individuali, segno che gratis, quegli alloggi, non potevano essere concessi. Però non pagano. Ci si chiede quali azioni la politica di questa città, retta dall’assolutismo di Massimo Cialente pensi di salvaguardare le casse del Comune. Pensa forse di aumentare qualche altra tassa? La legge 164 del 2014 parla chiaro, e dice che ogni assegnatario è tenuto al pagamento di un canone, peraltro a queste società sportive con Isee oltre i 12mila euro, si applica un conteggio medio sugli Accordi territoriali che a seconda dei quartieri può raggiungere massimo i 54 euro a metro quadro annui, ci chiediamo quindi come mai questo mancato rispetto degli accordi stretti: forse pensano che pagherà il solito Pantalone? Lo stesso parere positivo del ragioniere capo Giannangeli, rimandava alle responsabilità del Settore Politiche Sociali e Cultura di verificare comunque nei confronti delle società sportive, eventuali pendenze “di natura tributaria ed extratributaria”. C’è da farci un libro, a partire dalla magra realtà per cui in una città terremotata dove imprese e aziende macinano miliardi per la ricostruzione, non si fa avanti ancora uno sponsor serio capace di rilanciare le società in questione con soldi veri, per renderle professionali. Cialente non ha mai premuto in tal senso più di tanto, e bisognerebbe chiedersi il perché. Detto ciò, le morosità totali o altissime che si registrano in questo primo anno di concessione degli alloggi, non possono che gridare vendetta, oltre ad un intervento della magistratura contabile.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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