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SANITA’ AQUILANA, IL DIVERTISSEMENT DI MASSIMO CIALENTE
stampa pagina 20 giugno 2016
Senza nulla togliere al consigliere De Matteis, che è da febbraio che cerca di sollevare l’attenzione sulla riorganizzazionedella rete ospedaliera, c’è da chiedersi quando arriverà un’operazione trasparenza e verità da parte di Massimo Cialente. Perché sui giochi fatti e le lobby di medici, sindacalisti, direttori generali e capi dipartimento di cui parlavalui stesso, dovrebbe forse fare nomi e cognomi. Intanto il Consiglio comunale aquilano non votò né la mozione d’ordine, che avrebbe dovuto impegnare Sindaco e Giunta ad assicurare un ospedale di secondo livello, quindi qualitativamente più importante dal punto di vista delle specialistiche sanitarie, né pretese più di tanto una seduta straordinaria, pur prevista per il 16 marzo scorso, poi rinviata alla metà di aprile e mai più convocata. L’argomento era “Riassetto ospedali abruzzesi: verificare la situazione e la destinazione del complesso ospedaliero dell’Aquila”. La partita si stava giocando già a fine anno, Cialente lo sapeva bene ma la considerò un divertissement, un divertimento, un intermezzo giocoso e frivolo da parte della Regione Abruzzo che al contrario per mano dell’Agenzia Regionale della Sanità, diretta da Alfonso Mascitelli, sancì subito che al capoluogo toccassero 28 Unità operative complesse, quelle che hanno valenza di primariato e necessarie alla qualità del servizio, maCialente tacque. Stava giocando la partita di Tordera, fatto fuori un manager, Silveri, ne voleva un altro, Tordera, appunto. Fece finta di non sapere che al Ministero della Salute la partita per un solo ospedale di secondo livello da fare a Chieti-Pescara era ormai a buon punto e la riorganizzazione avrebbe penalizzato la sua città. Quando De Matteis glielo ricordò pubblicamente, a fine febbraio, la seduta consiliare fu sospesa. De Matteis parlò di lobby “non sapevi neanche che il tuo reparto fosse stato cancellato”, gli disse “il tuo presidente regionale ti ha lasciato due mesi ad accapigliarti in un pollaio per il manager”, mentre si decideva su un futuro sanitario aquilano, sul quale i rappresentanti eletti della città hanno fatto finta di niente. E una settimana fa la decisione, il Piano sanitario regionale 2016-2018, sancisce un secondo livello, il top della sanità, solo a Chieti-Pescara. Per Cialente la facoltà di Medicina la stavano svendendo già a inizio anno, ma non ha mai alzato una barricata per difenderla: lui, su quale tavolo lavorava?Divertissement, l’unica parola chiave anche in risposta alle sollecitazioni del consigliere, medico chirurgo, Vittorini. E con questa solfa mediò la cosa che fondamentalmente gli stava a cuore, l’elezione di Tordera a manager della Asl, che nelle sue idee avrebbe poi dovuto fare unabattaglia al Ministero della Salute per rivendicare un secondo ospedale di secondo livello all’Aquila Teramo. Tutta fuffa, avevano già deciso tutto eCialente ha lasciato che le cose andassero come dovevano andare. D’Alfonso ha quindi approfittato della zuffa da pollaio che s’è consumata dentro il partito, dove per gli eletti aquilani, anche i regionali come Pietrucci, contava giusto il manager in vista della Asl unica, nel frattempo però, sezionavano il San Salvatore. Povera L’Aquila.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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