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"A.A.A. VENDESI POSTE ITALIANE", LA DENUNCIA DELL'UGL
stampa pagina 24 giugno 2016
Il governo italiano si starebbe preparando a cedere una ulteriore quota di Poste Italiane nel tentativo di ridurre il debito pubblico. Questa nuova cessione di un'Azienda che rappresenta uno dei gioielli di Stato, rappresenta una vera e propria svendita con effetti drastici per i posti di lavoro e per la presenza capillare sul territorio nazionale.
In questo quadro, le dichiarazioni dei vari ministri circa il mantenimento del perimetro del gruppo Poste Italiane Spa appaiono solo parole pie tese ad anestetizzare l'opinione pubblica e, soprattutto, i dipendenti.
In realta' sappiamo benissimo che non sara' cosi. Una ipotesi? Se nel pacchetto azionario dovessero entrare le banche, che succedera' a Bancoposta? E avendo le Banche una forte presenza nel ramo assicurativo che succedera' a Poste Vita? E dovendo realizzare profitti per remunerare gli azionisti, che ne sara' dei servizi postali tradizionali? Succedera' quello che abbiamo gia' visto in questo paese con la privatizzazione di grandi aziende: spacchettamenti, cessioni di ramo d'azienda poco redditizi con i lavoratori al seguito; vendita (o svendita) dei pezzi pregiati, sempre con i lavoratori appresso e Job act incluso. Il sindacato considera sbagliata la scelta del governo di sacrificare il futuro di un'azienda solida e innovativa sull'altare del debito pubblico, compiendo un'operazione che non ha senso, considerato che e' un'azienda in ottima salute e da molti anni assicura alle casse del Tesoro enormi ricavi. Si tratta di un patrimonio economico e umano che non puo' essere dismesso solo per fare cassa e mettere un cerottino al debito pubblico che e' in continuo aumento per altre ragioni. Chi svende i propri averi invece di aggredire gli sprechi fa' un danno al paese e ai lavoratori. Vendere Poste Italiane vuol dire consegnare il controllo di una grande azienda italiana ai mercati finanziari, quegli stessi mercati che hanno provocato la piu' grave recessione economica di tutti i tempi. Noi, come lavoratori che guardano con sempre maggiore preoccupazione al futuro, non assisteremo inermi alla scellerata scelta del governo anche con iniziative forti
Il Segretario Regionale UGL
Comunicazioni Montagnani Roberto
Il pungiglione
Taccuino
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