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Trasparenza Comune dell’Aquila

L’ERA GLACIALE DELL’ERA CIALENTE


stampa pagina 27 giugno 2016

Pirozzolo, Cialente e Trifuoggi Pirozzolo, Cialente e Trifuoggi

Avevamo scritto qualche giorno fa come il mancato rispetto della trasparenza, e delle leggi che l’accompagnano, di Massimo Cialente, diventi un calpestare continuo dei diritti dei cittadini aquilani in mille modi diversi. La dirigente Angela Spera, nell’aggiornare il programma 2016-2018, richiama la responsabilità di Carlo Pirozzolo, segretario generale dell’ente e responsabile dell’anticorruzione, a sua volta sotto inchiesta per corruzione dalla Procura dell’Aquila, a far rispettare la legge e ad aprire procedimenti sanzionatori contro i settori inadempienti dal 2014, anno in cui entrò in vigore la legge. A cominciare dal suo. Gli aquilani non conoscono i casi in cui possono presentare autodichiarazioni al posto delle autorizzazioni dell’ente, il passaggio si chiama Burocrazia Zero, ignorato dall’intera macchina amministrativa. Non c’è mai stata un’indagine, da pubblicare per legge, sul grado di soddisfazione degli utenti per i servizi comunali. A parte il gradimento del sito istituzionale. Non c’è mai stato un monitoraggio sui tempi procedimentali, cioè quanto tempo si sfora per rispondere ad una pratica e non è stato mai pubblicato il dato. Inadempienti sono tutti i settori. Non esiste una Carta dei Servizi, con gli standard di qualità per ogni servizio pubblico, non sono pubblicati i costi, di tali servizi, e quanto debba essere imputato al personale, con l’andamento nel tempo, come non sono pubblici i tempi medi di erogazione del servizio stesso. Solo in minima parte si possono fare degli adempimenti burocratici on line. Non si sa nulla sui numeri dei bilanci, da pubblicare in maniera semplificata e se gli obiettivi prefissati da Cialente, nei vari esercizi, siano stati raggiunti. Dovrebbe essere tutto pubblico, speriamo che col Decreto Enti locali, dicano come spenderanno i soldi aggiuntivi dello Stato e perché. Buio pesto sugli immobili posseduti, sui fitti passivi che pagano agli imprenditori e non, per gli uffici comunali, tutti i rilievi degli organismi di controllo interno e della Corte dei Conti. Non c’è nulla. Nulla sui lavori pubblici, su quanto costano, i tempi di realizzazione e perché sono in ritardo, poco e niente sulla pianificazione, sullo stato dell’arte e sulle varianti urbanistiche, niente sulle informazioni ambientali e sulle emissioni delle polveri, in particolar modo in centro storico. Nulla. Niente sui provvedimenti d’emergenza adottati e sulle ragioni che hanno impedito di seguire l’ordinaria amministrazione, con i conseguenti costi sostenuti. Niente su altri incarichi della politica e sulle situazioni reddituali e patrimoniali degli eletti, niente di importante sulla verifica dell’assenza di conflitti d’interesse negli incarichi assegnati. Non c’è nessun particolare su contributi e sovvenzioni erogati, che rimandino al progetto o al beneficiario del contributo pubblico. Zero sul costo complessivo del personale e sul come vengano distribuiti i premi alla dirigenza, sul numero e tipologia dei posti di funzione che si rendano disponibili e sui criteri di scelta e d’assegnazione. Buio pesto. Non c’è neanche l’entità dei premi che possono percepire dipendenti e dirigenti, come distribuirli, come viene assegnato il trattamento accessorio e l’ammontare dei premi effettivamente distribuiti. E non può, questo dato, restare segreto, ma tant’è. Infine, non c’è una riga sui livelli di Benessere organizzativo, cioè la capacità di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori a tutti i livelli. Questa è la macchina che amministra Cialente da dieci anni, sul cui andamento insiste nel mantenere il segreto più assoluto, contro ogni norma di legge.


Alessandra Cococcetta




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