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CONSORZIO DI BONIFICA ATERNO, COSPA CHIEDE ADESIONE PROPORZIONALE AL REDDITO
stampa pagina 29 giugno 2016
Il consorzio di bonifica Aterno sagittario è completamente fuori legge per quanto riguarda la quota contributiva spettante ai consorziati, che deve essere commisurata in base alla sopportazione economica degli stessi. I piani di classifica sono stati fatti in una maniera difforme a confronto della realtà, ma comunque il consorzio impone iscrizioni al ruolo per la parte contributiva del consorziato, superando di gran lunga il 10% imposto dalla legge regionale L.R. 7 giugno 1996, n. 36 art. 13. I ruoli che in questi giorni stanno arrivando senza preavviso stabilito ,dalla succitata legge, entro e non oltre il 30 settembre, facendo ritrovare i contribuenti con un vero e proprio salasso per iscrizioni a ruolo impagabili, in funzione anche del susseguirsi delle annate calamitose. Inoltre, per quanto riguarda il comparto dell’ex consorzio di bonifica alta valle del Tirino, la disponibilità delle ore di irrigazioni sono commisurate a circa quattro ore giornaliere escluso la domenica, mentre per gli altri comprensori la disponibilità di irrigazione sono h24. Una disparità di trattamento è palese e non solo! Quando è avvenuto l’accorpamento degli enti consortile nel lontano 1996, tramite la Legge Regionale in questione, il comparto del consorzio alta valle del Tirino fu accorpato dalla regione Abruzzo con un bilancio in attivo, contrariamente a quello in completo dissesto di Pretola Peligna. E non finisce qui!! Questa fu una manovra dei tuoi compagni, ossia l’ex assessore Borrelli e i suoi amici i quali decisero l’accorpamento per risparmiare sulla quota partecipativa della regione commisurata a 500 milioni per consorzio. Proprio in quel periodo si diede vita ad un nuovo piano di classifica senza senso, che purtroppo oggi grazie ad un Presidente del consorzio che pecca di ignoranza in materia, ha pensato bene di apparare i conti in rossi, pari ad un milione e mezzo di euro penalizzando un solo comprensorio, quello con il bilancio in attivo, invece di battere i pugni sui tavoli istituzionali. I buffi non li abbiamo fatti noi della valle del Tirino, ma chi ha gestito il consorzio con la connivenza delle organizzazioni sindacali Coldiretti in testa, colpevoli di aver disastrato molte realtà agricole, come in ultimo la centrale del latte dell’Aquila ceduta a quattro soldi alla grifo latte di Perugia.
A questo punto ci rivolgeremo a tutti i consorziati, alfine di produrre un documento con il quale si chiede lo smembramento dal consorzio sagittario per tornare ad “Alta Valle del Tirino” con il bilancio in attivo come quando ci fu l’accorpamento deciso dai politici e non dai consorziati, come è successo per l’entrata in Europa.
Il cospa
Abruzzo
Dino Rossi
Il pungiglione
Taccuino
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