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CIMITERO MONUMENTALE, IL DECORO CHE TOCCA AL CAPOLUOGO
stampa pagina 29 giugno 2016
Come si fa, a vendere loculi in strutture cimiteriali inagibili. Questa la denuncia del consigliere Emanuele Imprudente stamattina in commissione Territorio. Tumulazioni fatte fino all’altro ieri, per poi cacciare i cari dei defunti, per questioni di sicurezza e perché inizieranno i lavori post sisma nell’edificio 96. L’assessore Maurizio Capri non ha molte responsabilità, è da poco nella squadra di Cialente e ha preso il posto di Alfredo Moroni, che sui cimiteri, quello monumentale e delle 20 frazioni, come pure sulle scuole, pur avendo i fondi se l’è presa più che comoda. La Centrale unica di committenza non funziona, fa da tappo, ha ammesso Capri incalzato da Daniele Ferella, anche i 6milioni e otto disponibili non bastano, ne hanno chiesti altri quattro a Roma, ma senza progetti pronti sarà difficile ottenere qualcosa di concreto. Migliaia di salme da trasferire in moduli provvisori per i lavori, e circa 3milioni di euro di spesa in più. Abbandono, incuria, verde incolto, bidoni e cestini stracolmi di fiori secchi è la quotidianità, ha riportato Gianni Padovani, secchi pieni per oltre dieci giorni, una denuncia documentata, e ne abbiamo contati stamattina a decine, stracolmi, evidentemente l’Asm spa non passa per i cimiteri, e l’amministrazione s’appresta pure a chiedere un aumento della tariffa sui rifiuti di un ulteriore 30%, dopo il 20% in più votato lo scorso aprile, perché i soldi non gli bastano mai. Da poco a Padre Nello, che ha tenuto i cimiteri aquilani per anni, con i cappuccini per un paio di secoli, è stato dato il ben servito, un appalto da circa 30mila euro dovrà servire ad aprire e chiudere 21 cimiteri, e a manutenere verde e decoro. E’ chiaro che ci avviamo verso l’abisso. Capri lamenta la mancanza di fondi, servirebbe almeno un milione di euro per il verde della città territorio, spera che col bilancio prossimo riuscirà nell’impresa, nel frattempo i cimiteri sono abbandonati da sette anni. Aperti anche la notte, e da quanto ha riportato in commissione Padovani, con un certo giro di auto che entrano ed escono fin dall’imbrunire, nessuna ordinanza a gestirli a parte quella generale del 2009, che dichiarò inagibile l’intero patrimonio comunale e quella recente, per cui per questioni di sicurezza ed i prossimi lavori sull’edificio 96, la gente che acquistava loculi fino a ieri, non potrà più entrare. Sette anni di incuria totale, erbacce ovunque, e tombe monumentali che con le cappelle dovrebbero essere patrimonio collettivo per il valore storico e architettonico, restano abbandonate da famiglie estinte e da un’amministrazione troppo poco sensibile, per comprenderne l’inestimabile valore civico. Oltre il quale c’è l’abbandono del quotidiano che fa male allo stomaco, basta farsi un giro, e Cialente ha pure la faccia di chiedere ancora un aumento delle tariffe sui rifiuti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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