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RIFIUTI PIU’ CARI E BILANCI… CON LE PATATINE ALLA DE AMICIS
stampa pagina 4 luglio 2016
Non sappiamo ancora se la Tariffa sui rifiuti aumenterà di un altro 30%, dopo il 20% in più votato dall’Aula il 30 aprile scorso, sappiamo che il Comune chiese a Roma 28milioni e 602mila 971 euro per le minori entrate e maggiori spese dovute al sisma e sappiamo che la De Micheli, chiese all’Usra di controllare il conto presentato da Cialente. Raniero Fabrizi tagliò quel conto di quasi 10milioni di euro più altri 4 da controllare, e in realtà qualche giorno fa, Roma, ne ha riconosciuti solo 16, parte da riferire alla Tari precedente al 2016, ed è per questo che entro il mese la tariffa potrebbe aumentare ancora di un 30%. Il controllo che l’Ufficio speciale avrebbe fatto sui conti del Comune, Cialente lo raccontò nel corso della seduta così: “ad un certo punto l’Usra comincia - perché questa è l’Italia – un carteggio: mi mandi questo, mi mandi lo scontrino delle patatine che abbiamo comprato ai bambini della quinta elementare della scuola De Amicis, sì, e quelli della scuola Patini eccetera eccetera. Alla fine, dopo lunghissima e penosissima malattia, arriva la risposta”. E a leggere quella risposta, Cialente fa una magrissima figura perché Fabrizi non ha ritenuto congruo il riconoscimento di 1milione 374mila 169 euro chiesto per i precari, perché per il 2014 e il 2015, la deroga per spendere 1milione di euro massimo l’anno valeva, purché la copertura finanziaria fosse completamente a carico dell’amministrazione. Peraltro quei soldi li hanno poi recuperati da una delibera Cipe e dal fondo riservato alla “sola” assistenza qualificata. Non ha riconosciuto 2milioni 92mila 652 euro perché fondi di riserva e svalutazione crediti che non hanno nessi col terremoto e conseguenti minori entrate; non riconosce 309mila 907 euro per interessi passivi e altri oneri riferiti alla gestione corrente, così come pure 2milioni e 678mila 938 euro per un calderone di attività culturali, sportive, ricreative e cimiteriali per cui l’ente “non fornisce motivazioni”, sul perché rappresentino maggiori spese dovute al sisma. Cialente ci prova pure con un’imposta comunale sull’energia elettrica abolita dal primo aprile 2012, per 824mila 360 euro da incassare, mentre altre voci di compartecipazione Irpef e proventi per ruoli coattivi passati per 2milioni e 315mila 710 euro, non sono stati ritenuti congrui. Totale 9milioni 756mila 372 euro, che fanno qualcosetta in più, di qualche pacchetto di patatine per i bambini della De Amicis. Fabrizi ha ritenuto opportuno verificare anche 4milioni 71mila 609 euro per recupero Ici e tasse di esercizi precedenti. Il primo cittadino continuò in quella seduta a parlare “dell’Usra” come “dell’omino che ci deve giudicare, controllare” e di “un paese che non funziona perché vi sono alcune persone che hanno 007, licenza di fare ciò che vogliono, senza rispondere”. Come fa lui con i suoi concittadini, intanto cominci a spiegare come spenderà le tasse degli italiani voce per voce, e perché dovrà rincarare la Tari di un altro 30%.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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