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ACCESSO BANCHE DATI EMERGENZA, SNOBBATO L’ORDINE DEI GIORNALISTI
stampa pagina 5 luglio 2016
“La decisione del Comune dell’Aquila di tenere fuori la categoria dei giornalisti nell’utilizzo dei dati aggregati sulla ricostruzione è ingiustificata, perché l’uso dei dati che non violano la privacy di alcuno, rientra nelle funzioni di pubblico servizio che i giornalisti quotidianamente assolvono, per cui ritengo che l’Ordine dei giornalisti avrebbe dovuto essere ascoltato”. Così il presidente dell’Ordine Stefano Pallotta, da noi raggiunto dopo aver letto lo sconcertante comunicato stampa dell’assessore Fabio Pelini, con cui informa di aver approvato in Giunta un “disciplinare” sulle modalità d’accesso alla Banca Dati dell’Emergenza “per fini istituzionali, da parte delle pubbliche amministrazioni e dei gestori dei pubblici servizi”. Tra i quali, Pelini, non annovera i giornalisti. Sottoscriveranno in seguito, scrive nella nota, delle convenzioni con tali “gestori” ed “organismi”, mentre “ogni richiesta d’accesso sarà trattata singolarmente secondo i principi di necessità, pertinenza e non eccedenza”. Sono lontani i tempi in cui l’assessore, ma ancora non lo era, faceva le barricate contro Roberto Petullà, uomo della Protezione civile, dal quale “esigeva” la massima trasparenza nel rendere pubblici i dati sulle assegnazioni degli alloggi del Progetto case. Ne è passata di acqua sotto i ponti, se dati assolutamente pubblici come le pratiche per l’autonoma sistemazione, affitti concordati, assegnazione alloggi, fondo immobiliare, rimborsi per traslochi e contributi per la ricostruzione privata, saranno conoscibili solo a pochi e non a tutti i cittadini. Verificheranno loro, ogni anno, l’accesso ai dati, “inibendo gli accessi non conformi”. Se non è un regime poco ci manca, ma a parte le considerazioni a caldo, confidiamo negli sviluppi futuri, su questi dati confusi e pieni di errori infatti, hanno deciso di metterci le mani direttamente da Palazzo Chigi, ci stanno lavorando e ne usciranno delle belle, il tutto sarà pubblico e accessibile a chiunque probabilmente già dal prossimo autunno. Dagli incroci che stanno facendo i dati non combaciano, segno che tale sistema, e lo denunciamo da sette anni, super secretato dal prode Pelini è del tutto inattendibile, i conti pubblici non tornano. Sarà difficile venirne a capo ma accadrà ed allora la politica non avrà riparo, in particolar modo sulla ricostruzione pubblica i cui conti sforano alla grande per centinaia di milioni di euro. Soldi pubblici, il cui utilizzo resta segreto. Attendiamo fiduciosi per raccontare alla città la verità, che la Giunta Cialente crede di poter tenere chiusa in un cassetto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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