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Ambiente

APPENNINO ECOSISTEMA, REGIONE VUOLE RIFORMARE LA LEGGE DI TUTELA


stampa pagina 6 luglio 2016

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E’ in atto un preoccupante tentativo della Giunta Regionale Abruzzese di varare una controriforma della Legge Regionale quadro per la tutela delle foreste e dei pascoli (L.R. n. 3/2014), che la snaturerebbe riaprendo la possibilità di uno sfruttamento selvaggio degli ecosistemi forestali e dei pascoli, riservandolo oltretutto a pochi gruppi di potere politico-economico. Inoltre, la Legge che già si vorrebbe cambiare non è stata mai compiutamente applicata, mancandone ancora il Regolamento di attuazione, a due anni dalla scadenza del termine previsto per la sua presentazione al Consiglio da parte della Giunta Regionale. Senza il vigore del Regolamento, che secondo la legge avrebbe dovuto definire prescrizioni e limiti d’uso di tutti i boschi e i pascoli della regione, nonché le relative procedure autorizzative, non è ovviamente possibile verificare se la modernissima legge finalmente varata all’inizio del 2014, dopo anni di attesa, sia in grado di regolamentare in modo efficace la tutela e l’utilizzazione degli ecosistemi forestali e di prateria della regione.

Nonostante ciò, il Presidente della Terza Commissione (Agricoltura) del Consiglio Regionale Abruzzese, Lorenzo Berardinetti, ha avviato la discussione formale su una revisione della legge che, se andasse in porto, toglierebbe ogni potere di controllo all’Amministrazione Regionale, delegando ogni competenza autorizzativa alle Amministrazioni Comunali (notoriamente quasi sempre prive delle necessarie capacità tecnico-scientifiche), provocando un pericolosissimo corto circuito istituzionale. La proposta porterebbe anche alla gestione privatistica e senza controlli dell’importante patrimonio delle Foreste Demaniali Regionali (che oggi tutelano importanti ecosistemi forestali e di prateria spesso privi di protezione in quanto posti al di fuori delle aree protette), attraverso l’affidamento a terzi della loro gestione, disegno del tutto coerente con il previsto ingresso nell’organismo regionale di gestione delle foreste di soggetti privati come i rappresentanti dei Consorzi e delle Cooperative forestali.
Insomma, si delinea uno scenario nel quale gli operatori che traggono profitto dallo sfruttamento dei beni forestali e dei pascoli (che racchiudono al loro interno un preziosissimo patrimonio di biodiversità), sarebbero autorizzati direttamente dalle singole Amministrazioni Comunali, quasi sempre incapaci di valutarne l’importanza ecologica e spesso direttamente interessate a ricavarne profitti economici.

Occorrerebbe invece giungere ad una rapida approvazione del Regolamento di attuazione della L.R. n. 3/2014, in modo da disciplinare in modo certo ed univoco tutte le attività di pastorizia e sfruttamento dei boschi, oggi senza regole certe e quindi foriere di provocare gravi danni agli ecosistemi, anche senza che gli operatori ne abbiano consapevolezza. Occorre poi sicuramente il coinvolgimento anche della Commissione Ambiente della Regione, in quanto foreste e praterie pascolate sono ecosistemi di enorme importanza ecologica, cioè beni comuni che producono servizi di fondamentale utilità per tutti, e non solo beni da sfruttare.
Per rappresentare queste preoccupazioni, il Presidente di Appennino Ecosistema, Bruno Petriccione, ha chiesto al Presidente Lorenzo Berardinetti di essere formalmente audito dalla Commissioni Agricoltura e Ambiente della Regione, insieme alle altre Associazioni ecologiste attive in Abruzzo, dopo che ciò è già avvenuto per altri portatori di interesse come le associazioni degli agricoltori e degli allevatori e per i Consorzi di gestione forestale. Anche i Direttori dei tre Parchi Nazionali abruzzesi dovrebbero essere auditi, in quanto titolari di importanti progetti LIFE co-finanziati dall’Unione Europea volti proprio a cercare di conciliare la tutela di ecosistemi e specie montani con le attività umane di allevamento e taglio boschivo (es.: progetto PRATERIE del Parco Nazionale del Gran Sasso).




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