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PROGETTO CASE E MAP, PERDITE CERTE PER 6MILIONI L’ANNO. CHI PAGA?
stampa pagina 6 luglio 2016
Il Comune dell’Aquila avrebbe dovuto coprire con 6milioni di euro l’anno, le perdite certe che avrebbe avuto la società mista, impostata dal nuovo consulente ingaggiato dalla Giunta Cialente, per gestire il Progetto case e Map. Società mista costituita dal Sed spa e un socio privato da reperire con gara. Non se n’è fatto più nulla per la mancanza totale di professionalità del personale, i richiami della Corte dei Conti Ue, che non prevede gestioni a lungo termine, i canoni onerosi da allineare a livello nazionale e costi incredibilmente insostenibili, e così questo governo civico è tornato nuovamente sui suoi passi, sorvolando sulla necessità d’impiantare una gestione seria per l’immenso complesso immobiliare. Intanto stamattina i carabinieri hanno acquisito al Settore Ricostruzione Pubblica, alcune determine relative alla gestione dei consumi del Progetto case e Map e alla conseguente chiusura dei rubinetti per morosità, ormai strutturali, che rischiano di affossare l’ente. La situazione è molto delicata, Cialente decise di non inviare le bollette agli assegnatari se non dopo la sua rielezione nel 2012, consentendo un triennio di totale gratuità ed eccoci qua, ci sono stati dei casi in cui quei pochissimi impiegati comunali che reggono circa 6mila alloggi, hanno preso sputi in faccia, da assegnatari abituati a fare il proprio comodo in case pubbliche. Il parere dei revisori dei conti alla delibera di Consiglio, che nel 2011 sancì l’introduzione dei canoni a carico degli assegnatari, impose il controllo sugli effettivi introiti che avrebbero dovuto coprire interamente le spese, nel caso l’amministrazione, avrebbe dovuto obbligatoriamente adeguare i canoni. Non solo non lo ha fatto, ma continua a pagare consulenti perché inventino una gestione mista, pubblico privata, che risulta alla fine sempre troppo onerosa, non avendo le società partecipate competenze adeguate a garantirne il successo. La prima volta, nel 2013, arrivò la Scs Azioninnova con un prototipo di gestione mista da 9milioni di euro l’anno, gli assegnatari insorsero, quei soldi servivano per lo più per le poltrone, non se ne fece più nulla. Cercarono di imporre ancora la Scs per rivedere i costi, si oppose la dirigente Giuliani, fecero un nuovo avviso, s’aggiudicò l’incarico la Ls Lexjus Sinacta Bologna, Avvocati e commercialisti associati, ma alla fine anche il loro lavoro è andato a vuoto, perché la politica di Cialente, in questi anni, non ha alzato un dito per razionalizzare davvero le società partecipate. Costo dell’incarico 16mila e 400 euro, in luogo dei 137mila pattuiti in caso di successo della proposta, mentre all’Aquila, continua a mancare un gestore o più micro gestioni degli alloggi dell’emergenza, i cittadini pagano, Pescara vola e Cialente crocifigge il capoluogo di Regione.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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