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Primo piano

IN QUESTO SCACCHIERE SANITARIO, GALZIO NON CI VUOLE STARE


stampa pagina 7 luglio 2016

Galzio, Pietrucci, la Inverardi e la Pandolfi Galzio, Pietrucci, la Inverardi e la Pandolfi

Il professor Renato Galzio, direttore universitario dell’unità complessa di neurochirurgia all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ha chiesto oggi la rescissione della convenzione con la Asl perché probabilmente dal gioco al massacro in atto, sulla fine che farà la sanità aquilana, vuole uscire prima che si chiudano i mercanteggiamenti. Tutti gli attori principali lo pregano di restare, Cialente invoca la riunione del comitato ristretto dei sindaci, Pietrucci insiste perché rimanga, il direttore generale Tordera è certo che non andrà via. In realtà la neurochirurgia è a direzione universitaria e nelle trattative in corso, anche i convenzionamenti, come i reparti a direzione universitaria necessari alle scuole di specializzazione, non si sa che fine faranno. La questione ha trame larghe, tocca gli interessi dell’Università dell’Aquila e di chi tratta con la Regione sui reparti per conto dell’ateneo, come Carlo Masciocchi, prorettore aquilano che con la Pandolfi, promosse presso il governatore D’Alfonso, la scelta di Tordera a manager della Asl. Tutti nell’associazione “Insieme”, anche Tordera, tra i soci fondatori di quello che fu un gruppo di personaggi che sostennero la corsa del governatore. La Pandolfi, infatti, ex sindaco di Montereale, prese bei voti e ottenne tra gli altri, il ruolo chiave nella commissione che avrebbe dovuto rivedere i rapporti della Regione con le Asl e le due Università che hanno una facoltà di Medicina come L’Aquila e Chieti, e quest’ultima, se avrà con Pescara l’unico ospedale di secondo livello in Abruzzo, porterà nella futura sede il prestigio universitario e specialistico a cui ogni studente aspirerebbe. Relegando di fatto L’Aquila a formazione di livello inferiore. D’altra parte anche Pietrucci aveva il suo candidato, nella corsa al post Silveri, era Alessandro Grimaldi, direttore dell’Uoc Malattie infettive, di Assomed e cugino del consigliere stesso. Ed è dentro quello stesso scenario che la nostra politica aquilana continua a muoversi, l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, ha peraltro dichiarato che ha fatto esattamente ciò che gli è stato chiesto da Masciocchi, quindi dalla Inverardi, pianificando il futuro a Pescara, lasciando il capoluogo ad accapigliarsi con Avezzano, Teramo, e la costa teramana. Uno scenario fatto di trattative particolaristiche, ignote, dove ognuno porta la sua precisa istanza e l’interesse superiore dell’Aquila si disperde, consentendo a Mascitelli, direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale e a Paolucci, di togliere il toglibile tanto chi gli dice niente. Pietrucci pare non aver più nulla da dire, tanto ha dimostrato nell’ultimo Consiglio comunale, Tordera, non può far altro che assestarsi sulla mediazione di quella stessa politica che lo ha voluto, la Inverardi resta alla finestra tanto ha i suoi settori e il Gran Sasso Science Institute, lasciando fare i fedelissimi Masciocchi e Giacomelli delle “sue” biotecnologie, mentre Lolli, in questi casi, preferisce una posizione defilata. A un certo punto Galzio, con le eccellenze e i dati sulla mobilità attiva che lo vedono vincente, ha detto stop, non ci sta, ad entrare nelle operazioni di macelleria politica e d’interessi da portare, premiare o ignorare, a vantaggio di questo o quel personaggio, sbeffeggiando una vera strategia sulla sanità. Cialente cerca di darla a bere a tutti convocando il comitato ristretto dei sindaci, chi sa per garantire cosa, quando è proprio lui, con Masciocchi e la Pandolfi, e lo stesso Pietrucci, a dover dare una spiegazione agli aquilani, sulle loro “strategie”, altro che D’Alfonso e Paolucci.


Alessandra Cococcetta




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