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JAZZ PER L’AQUILA FINO AL 2017. DOPODICHE’ L’AQUILA, DEVE DARSI DA FARE
stampa pagina 8 luglio 2016
Torna il Jazz per L’Aquila dal 2 al 4 settembre prossimi, ma il direttore artistico Paolo Fresu è stato chiaro: “La maratona del Jazz Italiano per L’Aquila del sei settembre scorso è stata un successo inaspettato di musica e di pubblico – ha dichiarato – un’emozione così forte e pregnante che forse la storia del jazz italiano si può ora dividere tra il prima e il dopo L’Aquila. Ciò ci ha spinto a ripeterla per poi concludere questa esperienza nel 2017 con il contributo in tre anni di circa 2000 artisti italiani provenienti da tutto il Paese e in rappresentanza di tutti gli stili e tutte le generazioni. Non vogliamo infatti che Il Jazz Italiano per L’Aquila diventi un festival o una rassegna, ma piuttosto vorremo che fosse un momento simbolico di solidarietà e incontro. Un contributo, il nostro, per la vitalità del centro storico in ricostruzione che auspichiamo possa crescere ancora, restituendo a una delle città più belle del mondo le sue case, le sue piazze e la sua memoria”. Col 2017 si chiude il momento simbolico, e L’Aquila dovrà quindi farcela con le proprie gambe: saremo in grado? Ci stiamo già muovendo? Saremo capaci di mantenere tavoli aperti col Ministero, con Fresu e il mondo del jazz per farcela da soli? In conferenza stampa a Roma, Cialente ha ringraziato per il “regalo meraviglioso”, dovrebbe però diventare occasione di ripresa culturale ed economica. Un’amministrazione lungimirante guarderebbe al dopo, il seme ha attecchito, i più importanti jazzisti italiani a settembre dello scorso anno erano all’Aquila, per il secondo anno ce ne saranno altri ed ancora di nuovi per il terzo; dovremmo assicurarci il quarto come appuntamento fisso per farne un simbolo di rinascita ed occasione di aggregazione vera, per ritrovarsi nei luoghi del centro storico da recuperare alla vita e alla cultura. La politica dovrebbe muoversi per dedicare una quota di quel 4% dei fondi della ricostruzione all’evento, da lasciare nelle salde e capaci mani di professionisti seri e di caratura internazionale, con i costi che ovviamente ne conseguono. Perugia, per Umbria Jazz, ha messo su strutture che lavorano per l’intero anno, han generato lavoro e cultura dando vita alla città, famosa ormai in tutto il mondo. Anche Pescara fa la sua parte, ed anzi la rassegna jazz nasce prima di Perugia, con Lucio Fumo alla direzione artistica, L’Aquila, deve svegliarsi, e cominciare a camminare da sola, un evento giusto c’è, speriamo sia di livello anche quest’anno, vivacizza anche il più piccolo angolo della città, piace più o meno a tutti, ignorare quest’opportunità sarebbe proprio da cani.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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