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Comune

POLETTI ALL'AQUILA, AD ATTENDERLO I LAVORATORI DEI CALL CENTER


stampa pagina 8 luglio 2016

Giuliano Poletti Giuliano Poletti

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha sostenuto che, per scongiurare la disoccupazione, occorre portare a termine le riforme. "Ne abbiamo gia' avviate tante - ha osservato a L'Aquila alla seconda giornata della prima edizione del Festival della Partecipazione, a margine dell'incontro sul tema 'Disponibile! Il diritto dei cittadini al riuso degli spazi abbandonati', - alcune portate a conclusione come quelle sul lavoro. Credo che bisogna portarle a compimento tutte perche' abbiamo bisogno di produrre un contesto utile e interessante per la crescita e lo sviluppo". Per Poletti, "questo significa avere una giustizia che funziona, servizi che funzionino, stessa cosa per le infrastrutture. Vuol dire anche avere un terzo settore, un'associazionismo, un volontariato che, con la nuova legge che abbiamo messo in campo, si trovera' regole piu' semplici, piu' chiare, piu' definite e potra' svolgere meglio il proprio ruolo partendo dall'idea che noi coltiviamo che prima dello Stato nel mercato viene la societa'". Il ministro ha, pertanto, sottolineato che "bisogna evitare quello che si e' fatto storicamente, ovvero, che, quando il mercato e' un problema perche' non c'e' niente da guadagnare e quando lo Stato non se ne occupa perche' non ha piu' soldi, alla fine si chiama la Croce Rossa o il Pronto Soccorso che e' l'associazionismo che e' il volontariato che sono le associazioni, che sono le fondazioni. Questo - ha proseguito Poletti - e' un impianto sbagliato perche' non mette in valore la capacita' di progettazione, di partecipare da parte di questo mondo alla definizione delle soluzioni. Quindi - ha concluso il titolare del dicastero del lavoro - bisogna mettersi in testa che prima dello Stato, prima del mercato c'e' la societa'". 
Ad attendere il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, c'erano una cinquantina di dipendenti dei call center Globe Network, E-Care e Consorzio Lavorabile, tutti con il posto di lavoro a rischio, che hanno sollecitato una normativa ad hoc". "Stiamo lavorando su questo versante", ha affermato Poletti che si e' intrattenuto a colloquio con i lavoratori all'estero di Palazzo Fibbioni, sede del Comune dell'Aquila. 
"Questa e' una problematica generale del comparto dei call center", ha spiegato il titolare del dicastero del Lavoro e delle politiche sociali rimarcando come ci sia "una sede di confronto aperta al Ministero dello Sviluppo Economico. Il mio ministero partecipa a questo confronto. Abbiamo bisogno di ricollocare temi strategici in questo mestiere perche' se rimane l'ultimo anello di questa catena e' tecnologicamente facile trasferire i call center in qualsiasi parte del mondo dove il corso del lavoro e' molto piu' basso. Il mercato italiano rischia cosi' di essere decapitato. Quindi - ha sottolineato il ministro - c'e' un'evoluzione qualitativa dei call center che diventano contact center che hanno piu' capacita' e conoscenze di merito, che offrono assistenza al cliente, che fanno quindi cose piu' difficili, cose piu' difficili da spostare in India piuttosto che in Albania". Poletti ha, pertanto, sottolineato che bisogna "costruire una regolazione di questa attivita' lavorando sul tema della clausola sociale, cioe' del fatto che, quando si cambi l'appalto prima ci sono i diritti dei lavoratori che stanno gia' lavorando. Ci sono molte cose su siamo impegnati, perche' siamo consapevoli che questo e' un contesto che, se ben organizzato, puo' rappresentare ancora uno sbocco importante per un numero rilevante di cittadini italiani. Un comparto - ha infine commentato Poletti - che, se abbandonato a se stesso, probabilmente, rischia di subire colpi molto pesanti".




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