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RINCARO TARI DEL 30% ENTRO LUGLIO O CIALENTE ANDRA’ A CASA


stampa pagina 12 luglio 2016

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Aquilani v’è andata male, gli uffici finanziari stanno lavorando alla delibera che entro luglio, porterà un aumento della Tariffa sui rifiuti di un ulteriore 30%, dopo il 20% aumentato ad aprile. Cinque milioni in più da prendere dalla tasche dei cittadini e da girare all’Asm spa per coprire il contratto di servizio, per raccolta rifiuti, decoro urbano e sfalcio dell’erba, da 14milioni e mezzo di euro l’anno. Una mazzata da 300 euro l’anno in più a famiglia, 700 per i bar e 1000 euro per ristoranti e pizzerie, in alcuni casi, secondo i calcoli dei gruppi civici Apl-Lcv, anche 7mila euro in più, ragionando su ampie metrature, in cambio di un servizio incredibilmente scarso perfino al cimitero. Entro luglio andrà in Aula l’assestamento di bilancio, ma senza Tari “rivista”, i conti non avranno nessun equilibrio, potrebbe quindi arrivare un commissario e segare miseramente il decennio di Cialente prima della scadenza naturale del mandato. L’avevano ritoccata ad aprile, il sindaco disse agli aquilani che gli era andata bene, contava su Roma, per il restante 30%, ma i 16milioni che il Governo Renzi ha riconosciuto all’Aquila per le mancate entrate e maggiori spese del post sisma, non copriranno la Tari del 2016. Ad aprile passò quindi una delibera per il contratto Asm spa senza copertura e passò un bilancio di previsione, senza la necessaria copertura finanziaria. Ad oggi quella copertura continua a mancare: cosa ne sarà degli impegni di spesa assunti da allora? In che regime siamo? Siamo a posto o no? In quell’occasione i gruppi di Sinistra Italiana e Rifondazione comunista si astennero, e non è affatto escluso che possano fare altrettanto ora, se non proprio dire no al nuovo salasso agli aquilani, solo per coprire carenze di burocrati romani, almeno così dicono al Pd, per cui sono stati fatti degli errori, non c’è tempo per rimediare, dunque devono pagare gli aquilani. Troverà Cialente i suoi voti? Il gruppo del Pd non ha scelta; gli alleati minori, almeno quelli più tosti come SI e PRC potrebbero mollare il Sindaco, e chi sa che non si acceleri l’uscita di Giunta, sul tavolo da settimane, e rinviata per una tregua fino al referendum costituzionale, dal quale sapremo la fine di Renzi. Se non proprio politica di certo partitica, e di lì a scendere, anche le varie alleanze per le future elezioni. Cialente non cadrà, dovrà però dire agli aquilani che con lui non gli è andata bene per niente. Anche perché negli arzigogoli di pareri sul filo della legittimità, studiati dai revisori con il benestare del segretario Pirozzolo ad aprile, c’era anche la via d’uscita di rivedere, anziché la Tari, il contratto di servizio con l’Asm spa, valido, in mancanza di risorse certe, fino al settembre 2016. Questa strada Cialente non l’ha neanche vista e tollera che il neo presidente Rosettini, invece di fare una ricognizione sugli esuberi delle altre spa e coprire le malattie della società che amministra, assuma 28 nuovi interinali. A proposito la ricognizione è arrivata ai colleghi dopo l’intervento della Cgil con Rita Innocenzi, forse un po’ tardino. Il Sindaco non ha mai voluto razionalizzare le partecipate, l’ultimo consulente pagato per capire come fare per il Progetto case gli ha detto che quel personale non è formato e preparato adeguatamente, per tentare un salto di qualità. Ma non ci ha mai voluto pensare, lo avrebbe potuto fare fin dal 2007, e non ha mai voluto considerare la disponibilità proprio della Innocenzi a cominciare a tagliare da prebende ed esuberi dirigenziali, in queste società pubbliche, pur di garantire i livelli occupazionali. Non ci ha proprio voluto mettere le mani e chi sa, che da una rivoluzione in queste società, sulla carta per lo più fallite, non avrebbe ottenuto un qualche risparmio. Non gli interessa, tanto quello che oggi manca lo chiederà agli aquilani, mentre il servizio offerto in cambio per verde, rifiuti e decoro urbano, è sotto gli occhi di tutti.


Alessandra Cococcetta




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