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SALASSO SUI RIFIUTI CON LA DIFFERENZIATA AL 33.16%. AVEZZANO E’ AL 67%
stampa pagina 14 luglio 2016
Agli aquilani toccherà un rincaro della Tari, la Tariffa sui rifiuti, del 50%. Il che, tradotto dai gruppi civici Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo significa, mediamente, per ogni famiglia aquilana 300 euro in più l’anno e fino a mille euro in più per le attività commerciali; i cittadini non dicono nulla, Apl e Lcv annunciano battaglia e la politica di Cialente tace. Non ha nulla da dire, neanche sul mancato rispetto del contratto di servizio da parte dell’Asm spa, la partecipata che gestisce i rifiuti, alla quale giriamo 14milioni e mezzo di euro l’anno, di cui cinque, quest’anno, verranno dall’aumento della Tari ai cittadini, per avere in cambio una città sporca, abbandonata, umiliata e all’anno zero della raccolta differenziata. Dal 2014 al 2015, s’è registrato un incremento del, reggiamoci forte, 1,16%. Non lo chiamerei nemmeno incremento e su una percentuale di raccolta del 33.16% nel 2015, l’anno precedente eravamo al 32%, mentre la legge in materia aveva imposto già al 2012, una percentuale di almeno il 65%. C’è solo da vergognarsi, ma questi amministratori ben sistemati su ergonomiche poltrone sicure, non hanno nulla di cui preoccuparsi, Cialente non ha problemi, tanto le sanzioni non le paga certo lui, e non ha nulla da preoccuparsi la gestione dell’Asm spa, da poco nelle mani dell’avvocato Rosettini che pure, invece di ragionare subito su questi dati miserevoli, ha scelto di assumere 28 interinali, senza neanche aver verificato prima, è un obbligo di legge, eventuali esuberi nelle altre partecipate. Tanto l’Asm sa, che i 14milioni e mezzo di euro arriveranno ugualmente, basta rincarare la Tari alla gente, e il conto è fatto. Perfino Roma, paralizzata nel malaffare di anni, ha fatto meglio di noi, superando nel 2014 il 35% di differenziata. Avezzano nel 2014 era al 67%, Teramo al 61% e Chieti al 58%: qualcuno ha mai visto e sentito questi dati? “L’unica possibilità per abbassare i costi” per Apl e Lcv “è spingere al massimo la raccolta differenziata e “chiudere” il ciclo con impianti di trattamento di proprietà pubblica”, qual è la strategia del Comune proprietario, dell’intero pacchetto azionario dell’Asm spa? E quale controllo ha effettuato sulla gestione strategica della partecipata? Sono bravissimi solo a presentare il conto, nelle commissioni competenti come pure in Consiglio, sono bravissimi perfino nel contare i passi in più che l’operatore deve compiere per raggiungere i contenitori del porta a porta o la benzina che occorre per i nuovi 19 quartieri del Progetto case. Sarà pure così, ma per esempio Sassari, che conta un territorio più esteso del nostro, ha raggiunto nel 2014 il 43% di raccolta. Perdiamo su tutti i fronti, il costo per lo smaltimento, nel 2015, è stato di circa 3milioni e mezzo di euro, rispetto all’anno precedente, è sceso di soli 85mila euro circa. Una vera miseria, vogliono però, cinque milioni di euro in più dagli aquilani.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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