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PROCESSO AFFITTI GONFIATI UNIVAQ, DI ORIO IN PRESCRIZIONE. SENATORE BARANI INTERROGA MINISTRO E CHIEDE ISPEZIONE
stampa pagina 15 luglio 2016
Caro Presidente, facendo seguito alle denunce precedentemente inviate, le invio un’ulteriore sollecitazione.
Dopo l’interrogazione presentata dalla senatrice Blundo, segue quella del senatore Barani al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, con cui chiede chiarezza sullo scandalo “affittopoli” dell’ex rettore (per niente magnifico) dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio e l’invio di ispettori nella Procura e Tribunale dell’Aquila “per sincerarsi circa la regolarità del processo nei confronti di Di Orio, con particolare riguardo alle date in cui è stata fissata l’udienza, febbraio 2016, pur sapendo che in dicembre, i vergognosi fatti, cadono in prescrizione”. Di seguito riportiamo integralmente l’interrogazione di Barani: “Premesso che:
E' attualmente in corso dinanzi al Tribunale penale de L'Aquila un procedimento per abuso d'ufficio aggravato che vede quali imputati l'ex rettore dell'Università aquilana, Ferdinando Di Orio, l'ex direttore amministrativo della medesima Università, Filippo Del Vecchio, e l'imprenditore Marcello Gallucci;
tale processo verte sull'eventualità che siano stati gonfiati taluni canoni di locazione per affittare un capannone di proprietà dell'azienda Optimes ove furono ricollocate le facoltà di Ingegneria e di Economia dell'Università de L'Aquila a seguito dei danni causati alle strutture universitarie dal sisma del 6 aprile 2009;
secondo l'accusa nell'agosto 2009 l'Università de L'Aquila, tramite i propri legali rappresentanti, avrebbe sottoscritto detto contratto di locazione della durata di anni 6 per un importo pari ad euro 1.242.528 euro a fronte dei 715.000 euro successivamente stimati dei periti dell'Agenzia del territorio;
al fine di adeguare la struttura presa in locazione alle esigenze universitarie, l'Ateneo si è impegnato a versare al proprietario dell'immobile l'ulteriore somma di euro 2.500.000, il tutto procedendo senza alcuna gara per l'assegnazione dell'appalto;
vi è poi il versamento di 1.000.000 di euro corrisposto dall'Ateneo a titolo di cauzione;
il procedimento penale oggetto della presente interrogazione è in corso da circa sette anni;
tra le cause della lunga durata del procedimento in questione vi è anche una modifica nella composizione del collegio giudicante che ha reso necessario ripartire dalla fase istruttoria;
diverse sono state, inoltre, le udienze a vario titolo rinviate di svariati mesi rispetto alle date inizialmente fissate;
Considerato che:
a dicembre 2016 i reati ascritti agli imputati andranno in prescrizione;
la prossima udienza è fissata per il giorno 2 febbraio 2017, ovvero in data postuma al subentro della prescrizione;
Si chiede di sapere:
se il ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga di valutare l'invio di propri ispettori per sincerarsi circa la regolarità del processo, con particolare riguardo alle date in cui sono state fissate le udienze;
se si ritenga opportuno e necessario ripartire dalla fase istruttoria a seguito della modifica nella composizione del collegio giudicante inizialmente incaricato del procedimento.”
Il sottoscritto, da parte sua, ha inviato per ben due volte una dettagliata denuncia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al CSM, senza avere alcuna risposta con un silenzio omertoso.
D'altronde, cosa vogliamo aspettarci in uno Stato ove l’ex presidente della Camera dei Deputati ed ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Luciano Violante, avrebbe inviato al sindaco Cialente, i legali della Palomar, affinché fosse “sbrigata” la faccenda del pagamento di alcuni Sal per i lavori di ricostruzione post-sisma, fino a quel momento bloccati, perché non in regola con i pagamenti ai subappaltatori e alle ditte fornitrici e senza tali dichiarazioni, il pagamento non può essere effettuato. E giustamente il dirigente De Carolis aveva bloccato il tutto. Fu poi la telefonata (minacciosa?) di Cialente, a convincere il povero ing. De Carolis, che oggi si ritrova indagato. Indagato Cialente, indagato De Carolis.
Perché non è stato indagato anche Violante?
Ed ancora, cosa vogliamo aspettarci in uno Stato che vede il vicepresidente del CSM, Giovanni Legnini “coinvolto”, anche se è ancora tutto da accertare, con la cricca che ruota intorno al faccendiere Raffaele Pizza che, con i suoi compari, voleva diventare fornitore del sistema di digitalizzazione degli atti processuali di tutte le Procure e tribunali d’Italia?
Una “mandrakata” che, se portata a termine, avrebbe assicurato nelle tasche di lor signori somme da capogiro. Ecco, signor Presidente, dopo questi, seppur “piccoli” fatti, e Lei sa benissimo che ve ne sono numerosissimi altri molto più scandalosi, somigliamo sempre di più alla “Repubblica delle banane”.
Spero a questo punto, che mandi degli ispettori nella Procura e Tribunale dell’Aquila.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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