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CIMITERI, RIFIUTI E DECORO URBANO: L’INDIFFERENZA STRUTTURALE
stampa pagina 15 luglio 2016
In un solo giorno, può accadere che bidoni e cestini del cimitero monumentale dell’Aquila, siano tutti stracolmi. Possono rimanere in questo stato per giorni, non è solo un caso eccezionale, ci racconta chi va spesso a trovare i propri cari, eppure pensano solo all’Asm spa e al contratto di servizio che gli “deve garantire” ogni anno, con la Tari degli aquilani, 14milioni e mezzo di euro. Ci chiediamo invece se non siamo giunti al capolinea, una città che piange i 309 martiri del sisma non può proporsi con questa indifferenza. Non c’è alcun controllo sulla gestione dei rifiuti, non sappiamo quante volte i bidoni cimiteriali sono svuotati in un mese, e perfino le fontanelle dove le persone, spesso anziane, prendono l’acqua per i fiori, sono impraticabili perché impazzano vere e proprie giungle ovunque. Gli aquilani dovrebbero solo subire un rincaro della Tariffa sui rifiuti del 50%, la delibera dovrebbe essere approvata entro il mese di luglio, per rimborsare all’Asm i costi anche di questo servizio, che in realtà non è affatto svolto. Parliamo peraltro, e di certo lo consentiranno i frazionisti che popolano l’Aula consiliare, di un cimitero monumentale, le cui opere artistico-architettoniche dovrebbero essere oggetto di tutela ed invece la sciatteria è globale, un insieme assolutamente indecoroso ed indecente, per una città che pretende il riconoscimento di capoluogo di Regione, ma solo perché gli tocca. In un’identica situazione, se non peggio, si trovano i cimiteri delle frazioni. La politica conosce questi scempi, lo sanno gli amministratori, gli assessori, parecchi consiglieri e il Sindaco, ma non alzano un dito perché l’Asm spa rispetti i propri impegni, visto che i cittadini pagano comunque e in silenzio, un servizio che copre a mala pena l’indispensabile. Con il decennio di Cialente la città ha toccato il fondo dell’incuria, dell’indifferenza, della sciatteria, dell’incapacità amministrativa e della mancanza di attitudine, a saper trattare con rispetto la cosa pubblica. Capaci solo di far cassa con le multe per strada, senza offrire strade decenti; di pretendere parcheggi a pagamento senza fornirli ancora, dopo il sisma, e di imporre un aumento della Tari del 50%, con cimiteri in questo stato, sfalcio dell’erba inesistente ovunque, dal centro alle periferie, decoro urbano ancora da concepire e raccolta differenziata, nel 2015, al 33.16%, quando per legge, avremmo dovuto raggiungere già dal 2012, almeno il 65%.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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