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TRAMVIA SU GOMMA, VOTATA LIBERATORIA PER LO STATO IN CASO DI DEBITO
stampa pagina 19 luglio 2016
La Giunta Cialente, ha deliberato che ogni eventuale onere derivante dal rapporto con la Cgrt di Iannini, l’ex concessionaria che avrebbe dovuto realizzare la tramvia su gomma, sarà a carico esclusivo del Comune dell’Aquila. Qualsiasi onere derivante da accordi transattivi, sentenze passate in giudicato, ricorsi vinti dall’imprenditore come pure la causa pendente con la Edilcire, proprietaria di una parte del terreno, sul quale è stato realizzato il deposito dei trenini. Vorrebbe la restituzione dell’area e il risarcimento danni, perché la procedura dell’acquisizione non è mai stata portata a termine ed avrebbe dovuto farlo, secondo quanto riportato in delibera, la Cgrt. Sono queste le condizioni poste all’amministrazione dal Cipe, per avere 6milioni e mezzo di euro circa, la restante parte del finanziamento concesso per la metro e che ora servirebbe per realizzare Metrobus, un nuovo sistema di trasporto su gomma. Nella delibera il Comune assicura che nel rendiconto 2015, vincolerà integralmente l’avanzo di amministrazione al pagamento di futuri debiti fuori bilancio e lo Stato non vuole pagare un centesimo, per “rapporti intercorrenti” tra il Comune stesso e l’ex concessionario. L’atto è stato trasmesso al Ministero, l’amministrazione attende ora il finanziamento per un trasporto innovativo, inserito nel Piano urbano della mobilità, che prevedrebbe due capolinea all’Ospedale San Salvatore e al Terminal di Collemaggio, 13 fermate su sette chilometri, passando per Via Amiternum e Via XX Settembre, con una serie di minibus che oggi collegano le frazioni. Al voto della liberatoria mancava il vice sindaco Nicola Trifuoggi, Fabio Pelini e Pierluigi Mancini. Bizzarro come giusto un anno fa la prima commissione, calendarizzò una serie di audizioni per cercare di comprendere come mai, l’amministrazione, avrebbe voluto transare in fretta con Iannini, proponendogli 6milioni di euro, ancor prima che il giudizio pendente, sulle relative spettanze, fosse definito. Non se ne fece più nulla perché la Procura sulla vicenda aprì un fascicolo, e non è mai stata fatta piena chiarezza sui rapporti che Cialente intratteneva con l’impresa stessa, per alcuni lavori fatti a casa sua. Dagli atti delle sedute in commissione, venne fuori che non fu verbalizzato un solo incontro con Iannini, che pure fu ricevuto nella casa comunale, furono chiesti e pagati una serie di pareri e non fu ascoltato quello di Piccioli, il magistrato che invece scrisse la propria contrarietà alla transazione. La spinosa vicenda riuscirono a chiuderla salvando la faccia e salvandosi dalla Procura perché chiesero un parere alla Corte dei Conti, che naturalmente non si pronunciò, liberando le mani di Cialente, Trifuoggi e Pirozzolo, dalla patata bollente. Peraltro Cialente non s’è mai rassegnato alla chiusura veloce delle trattative, avrebbe transato per il bene delle casse della città, continuò a ripetere. Qualche giorno fa, definiscono l’atto che libera lo Stato da ogni responsabilità comunque andrà, sarà la magistratura a decretare la fine della vicenda e non misteriose trattative, quasi private, su cui pende ancora un’inchiesta.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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