All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
L’UOMO CHE VOLLE FARSI RE
stampa pagina 19 luglio 2016
In data 8 luglio, la IX Sezione penale di Roma, si è riunita in merito alla condanna inflitta a Ferdinando Di Orio, ex per niente magnifico rettore dell’Università dell’Aquila, in quanto non si capiva come veramente si chiamasse il condannato. È pacifico che la famiglia, il padre e lo zio prete si chiamassero Di Iorio e che “il nostro” condannato, durante i suoi trascorsi di destra, cambiò il suo cognome in “di Orio” anche per darsi un tocco di nobiltà. È conosciuto il fatto che quando qualcuno scriveva a Di Orio, il medesimo si alterasse non poco. Ora, la IX sezione penale di Roma, ha stabilito che l’attuale cognome sia Di Orio, togliendo quindi il suffisso “di”, minuscolo, e ribattezzandolo “Di”, togliendo il fumo di nobiltà che il piccolo emanava. Finalmente sappiamo che il vero nome del per niente magnifico è Di Orio. Direte voi come mai si è scomodata una sezione penale di un importante Tribunale? Si è scomodata perché, se il cognome non fosse stato corretto, la “pratica” non sarebbe potuta andare in Corte d’Appello, presso la quale è stata impugnata dalla Procura romana, che riteneva poca cosa la condanna a tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, in quanto, per i reati contestati, la pena avrebbe dovuto essere molto più grande.
Peppe Vespa
Il pungiglione
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1173 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- “Musica oltre le stelle”, musica e astronomia al Munda
- La Fondazione Carispaq e Progetto Cuore per la sicurezza nello sport
- Terranostra, Maiezza nuovo presidente regionale
- L’Istituto Cinematografico dell’Aquila presente al Festival Roseto Opera Prima
- Festival della Partecipazione, punto informativo del Rotary Club





.gif)
