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RIFORMA COSTITUZIONALE, COMITATO PER IL NO: NESSUNA MEDIAZIONE POSSIBILE
stampa pagina 22 luglio 2016
Entrata ormai nel vivo la campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Dopo l’assemblea nazionale dei comitati territoriali per il No, tenutasi lo scorso fine settimana a Roma, i comitati locali si riuniscono oggi a Pescara per un incontro regionale ed organizzare le attività e le iniziative per le prossime settimane ed i prossimi mesi, per continuare a spiegare a tutti il merito ed i contenuti della legge Renzi-Boschi e le numerose ragioni per il No.
«Una cosa va detta con fermezza», afferma Paolo Della Ventura, referente del comitato per il No per L’Aquila e provincia: «sul referendum costituzionale nessuna mediazione potrà essere accettata da chi è convinto che sia una riforma da bocciare senza appello, e per numerose ragioni di merito. Nessuno spazio per i Ni».
«Sento e leggo - prosegue l’esponente aquilano di Possibile - affermazioni da chi aprirebbe a valutazioni diverse, se dovesse cambiare la legge elettorale. E’ incredibile solo pensarla un’ipotesi del genere. E trovo imbarazzante l’affermazione di chi dice che la riforma costituzionale è frutto di una mediazione parlamentare; segno evidente che non ci sono argomenti a sostenerla, né la conoscenza dell’iter che ha portato alla sua redazione ed approvazione alle Camere. Non ci possono essere tatticismi anche sulle regole, né tanto meno a questo punto, dopo che la legge costituzionale è stata votata e approvata da poco più della metà dei parlamentari e dopo che l’Italicum è stata approvato con voti di fiducia, rinunciando a qualsiasi discussione in parlamento per due anni e mezzo».
«Continueremo ad essere presenti tra le persone e nelle piazze, fino alla fine, - conclude la nota -come abbiamo fatto e stiamo facendo da mesi; continuando a spiegare nei prossimi mesi le tante ragioni del NO: il Senato non elettivo che continuerà a fare leggi; la complicazione dei processi legislativi, il cambiamento nei rapporti Stato-Regioni; i costi che non si abbattono; la precedenza del governo sul parlamento; l’indebolimento delle garanzie costituzionali e degli strumenti di democrazia diretta (referendum e leggi d’iniziativa popolare). Ma il messaggio forte di oggi è che nessuno mediazione potrà esserci da chi è contrario nei contenuti: non potrà che votare convintamente No. Nelle prossime settimane riprenderemo a fare approfondimenti, confronti ed assemblee aperte a tutti ed in tutto il territorio provinciale».
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