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USRA AL CAPOLINEA, NON RIESCE A MONITORARE I DATI DA FORNIRE AL MEF
stampa pagina 25 luglio 2016
L’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, ha perso il controllo della situazione. Non è in grado di monitorare lo stato finanziario ed attuativo degli interventi sulla ricostruzione, non può trasmettere report attendibili al Ministero dell’Economia e delle Finanze, s’è avvitato su se stesso e cerca rimedi. Sono mesi, che denunciamo l’impossibilità di verificare che le pratiche siano viste in base all’ordine di presentazione e priorità stabilite dall’amministrazione, ma non esiste la maniera. Oggi, nel momento in cui è Roma, a metterci le mani per riorganizzare Banche dati con dati trasparenti ed accessibili a chiunque, l’Usra per non mostrare il caos in cui vive corre ai ripari, e seleziona con un avviso valido una decina di giorni tre informatici, da contrattualizzare fino a fine anno, per 22mila euro di compenso lordo ciascuno. “Il non corretto funzionamento delle Banche dati” scrive Fabrizi nell’atto “rende impossibile effettuare il monitoraggio, con conseguenti ricadute negative sui flussi informativi fondamentali sia ai fini del riconoscimento del contributo, che ai fini dell’assegnazione delle risorse all’amministrazione”. La domanda a questo punto è: se non aveva competenze interne, come ha fatto a garantire la regolarità dei contributi fino ad oggi? Infatti non c’è alcuna garanzia, mentre sul fronte della ricostruzione pubblica i conti non tornano per milioni di euro. Raniero Fabrizi, responsabile Usra, dica alla città, visto che il Sindaco Cialente non ha bisogno di certezze se non quella di prorogargli il contratto, perché ha necessità di verificare lo stato delle pratiche; di correggere le incongruenze sui fascicoli e sulle pratiche di demolizione e ricostruzione. Perché questo, tra l’altro, dovranno fare i tecnici in fretta e furia. Dovranno poi gestire le integrazioni dei progetti parte prima, “raggruppandole in funzione delle priorità stabilite dal Comune dell’Aquila”, dunque finora, non sono state organizzate secondo le priorità. Devono poi aggiornare le schede parametriche “consegnate con visto arrivare, al fine dell’assegnazione del protocollo”, significa che non c’è ancora protocollo, oltre ad eventuali comunicazioni al titolare del contributo; devono poi verificare i dati relativi ai pagamenti, diretti e in accordo con le banche, e aggiornare i Sal per le pratiche “con stato lavori ultimato” oltre a verificare i mandati per “il recupero dei residui”. Neanche questo dato è certo? Eppure parliamo di risorse pubbliche, ma non è ancora finita, perché nel giro di qualche settimana, per dimostrare a Roma che il controllo c’è, i tre informatici dovranno “normalizzare” i dati su consulenti e professionisti per produrre “il cumulo dei compensi per i controlli fiscali”; dovranno poi rivedere i dati sulla convenienza economica, quindi chi ha demolito e ricostruito se lo ha già fatto e non doveva amen, e dovranno infine “sviluppare” delle procedure informatiche, per gestire le informazioni sulle pratiche della ricostruzione. A questo punto Raniero Fabrizi, contrattualizzato da un anno e mezzo, con l’esame delle pratiche all’anno zero e l’assenza totale del controllo e monitoraggio sui dati della ricostruzione, spieghi la necessità dell’Usra, dica in che modo garantisce la legittimità dei contributi concessi e dia un senso certo al proprio ruolo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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