All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
POTEVA ESSERE UNA STRAGE
stampa pagina 26 luglio 2016
Per fortuna non si è verificata, nessun operaio del cantiere si trovava sotto il muro caduto, nessun pedone o automobilista transitava in quel momento nei luoghi della frana, ieri, su Via Aldo Moro. Tutto per (l’ingordigia?) dell’impresa che, per risparmiare 35mila euro, non ha realizzato prima della demolizione e dello scavo, una palafitta di contenimento della strada. Nessun accorgimento nel mettere in sicurezza gli operai ma anche l’incolumità pubblica. In pratica è stato effettuato uno scavo senza alcuna precauzione e senza mettere in sicurezza il muro che conteneva la strada; un muro di contenimento, senza fondazioni. Un cantiere ammesso al finanziamento di demolizione e ricostruzione con un importo di circa 1milione500mila, di cui 35mila anche per gli oneri di sicurezza. Quello della sicurezza è uno dei problemi di questa ricostruzione. Lo abbiamo scritto più volte sin dall’inizio; Cialente ed il suo fido scudiero, l’assessore di Cagnano perito agrario Di Stefano, non hanno mai voluto mettere i paletti sul numero degli incarichi di progettazione, direzione dei lavori e responsabili della sicurezza. Poi, quando succedono le catastrofi si corre a mettere riparo. È possibile che un professionista possa prendere tanti incarichi? Nel terremoto dell’Umbria hanno fissato un limite, i nostri “scienziati”, non lo hanno ritenuto opportuno. Ma torniamo a Bomba e al crollo di Via Aldo Moro. Le responsabilità sono tante; i Vigili urbani hanno fatto una loro relazione alla Procura della Repubblica che, tuttavia, ancora non prende provvedimenti; né sono state accertate sinora le responsabilità; una cosa è curiosa: il committente-amministratore del condominio è Livio Giammaria, progettista Quirino Giammaria, che è anche progettista della sicurezza e titolare dell’impresa che sta realizzando i lavori; direttore dei lavori e dell’esecuzione della sicurezza è l’ing. Chiacchia Fabrizio ed infine, responsabile del cantiere è ancora una volta Quirino Giammaria. È proprio il caso di dire: io, mammeta e tu. Capirete, cari lettori, che in questo caso è difficile distinguere i ruoli e comprendere le responsabilità. Il progetto è stato (regolarmente?) approvato dal Comune e dalla vecchia filiera Fintecna, Cineas e Reluis, con la precisa autorizzazione a spendere quei 35mila euro sul muro: perché nulla di tutto ciò è stato fatto? Nel frattempo la palazzina adiacente è stata fatta sgomberare dai Vigili del Fuoco.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1180 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Sguardi d’autore…il cinema sotto le stelle all'Aquila
- Juventus Club "G. Compagni", aperte le iscrizioni per la nuova stagione
- “Musica oltre le stelle”, musica e astronomia al Munda
- La Fondazione Carispaq e Progetto Cuore per la sicurezza nello sport
- Terranostra, Maiezza nuovo presidente regionale





.gif)
