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BILANCIO E TARI SENZA VERGOGNA: TUTTA LA MAGGIORANZA A CASA


stampa pagina 28 luglio 2016

I banchi vuoti della maggioranza e della Giunta Cialente I banchi vuoti della maggioranza e della Giunta Cialente

Banchi completamente vuoti nella maggioranza di Cialente, chiamata a votare, si fa per dire, l’assestamento di bilancio e l’aumento della Tari di un ulteriore 30%, per coprire il servizio che l’Asm spa svolge sui rifiuti e verde pubblico della città. Anzi no, c’erano Nardantonio e Ludovici all’appello, con Liris, Colonna, De Matteis, Vittorini, Daniele, Ferella, Imprudente, D’Eramo, Mancini e Benedetti. 12 presenti, 21 assenti e un nuovo appello dopo dieci minuti con 11 presenti, stavolta c’era Ettore Di Cesare, mancavano Mancini e Nardantonio, e la seduta come da cronoprogramma s’è aggiornata al dopo diffida prefettizio. Si sono intanto assicurati lo scranno e il Consiglio non sarà sciolto. Bene. Siparietto ridicolo, quello di Cialente entrato a controllare la situazione, non senza sbracciarsi subito per dire all’appello “no, no, non ci sto”. Il primo appello della sceneggiata. Questione di dignità politica, rimarcheranno dopo nel corso di una conferenza stampa i consiglieri d’opposizione, perché non ce n’era uno, della maggioranza di Cialente, neanche il capogruppo del partito più forte, Stefano Palumbo, Pd, a spiegare alla città cosa succede. Un sindaco che riesce a dire alla stampa che il prefetto Alecci “già sa”, di dover inviare la diffida per approvare la manovra finanziaria entro i 21 giorni successivi alla comunicazione, altrimenti tutti a casa, non è uno che ci mette la faccia. E non ce l’hanno messa i consiglieri. Per Cialente l’assenza sarebbe stata un atto di “protesta” contro gli errori di chi, alla Camera, ha scritto che la copertura per la Tari non era per il 2016, per questo aspettano che nella conversione del Decreto enti locali l’errore sia cancellato, fieri di poter propagandare, dopo, di aver sventato l’aumento. Tutti assenti, compresa la Giunta, girava Di Stefano, e con gli atti da votare impilati al centro dell’Aula, ai quali i revisori dei conti hanno dato un parere giusto ieri, vincolando la manovra al voto della Tari. Senza un confronto in prima commissione, senza nulla, a fare le finte con atti farlocchi predisposti col solito tecnicismo di chi mastica conti e finanza, come a dire eccovi gli ossi, rosicchiate quanto riuscirete a capire, in spregio della cittadinanza che vorrebbe invece comprendere. E in spregio di quei consiglieri che avrebbero voluto avere i conti e pesare politicamente il bilancio vero, delle scelte portate concretamente a termine da Cialente, e non solo in previsione di spesa. Un passaggio così offensivo per la vita democratica di questa città non lo avevo mai visto. Carlo Benedetti completamente solo nello scranno più alto, non poteva non esserci, ma è andato tutto come avevano previsto, che problema c’è. Giusto Nardantonio, che al secondo appello non ha risposto e chi sa che non gli abbiano ricordato che era in corso la farsa. Aquilani silenti e contenti questo vi tocca, consiglieri incapaci perfino di andare a testa alta, nella casa di chi li ha eletti, a metterci la faccia.

 

Alessandra Cococcetta




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