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IMPIANTI SPORTIVI TERRA DI NESSUNO. VERDEAQUA E’ TERRA DI CHI?


stampa pagina 22 agosto 2016

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La Giunta Cialente ha portato in Consiglio un atto per prorogare una convenzione fantasma, perché mai firmata con la cooperativa Verdeaqua, per 25 anni ancora, fino al 2037, con l’aumento delle tariffe d’ingresso fino al 60 e 70%, per coprire il debito della onlus di circa 2milioni di euro, per canoni mai pagati al Comune ed un mutuo non onorato. Gli eletti dovrebbero garantire l’allungamento delle rate con una fideiussione, e la proroga di una convenzione mai siglata dal lontano 1996, altrimenti il Credito Sportivo Italiano potrebbe escutere la somma dalle casse comunali, garanti del pagamento. Queste cose accadono solo al Comune dell’Aquila, l’assessore Emaunela Iorio ha spiegato di aver trovato nella stragrande maggioranza degli impianti “gestori di fatto, convenzioni che dicevano tutto e il contrario di tutto come Verdeaqua, da restituire nel caso, al complesso sportivo Santa Barbara piuttosto che al Comune”, eppure la rivoluzione nella gestione degli impianti sportivi, dopo dieci anni, è ancora tutta da fare. Rate onorate in minima parte, non si conoscono gli incassi e le spese, la gestione dei palloni, i motivi e le ragioni per cui la pista di pattinaggio andrebbe ad altre società, ma dovremmo coprire lavori straordinari fatti negli anni e con un vero e proprio trattamento di favore, l’attuale amministrazione “garantirà” alla Verdeaqua, una situazione illegittima sulla quale la magistratura dovrà prestare la massima attenzione. Perché un bene pubblico non può avere un trattamento di favore. Il vice sindaco Trifuoggi ha detto “di regolarizzare una situazione scoperta colpevolmente in ritardo” aggiungendo che le penali, in assenza di una convenzione, non possono essere applicate. Chi pagherà? E non si capisce come mai, come in troppi altri atti, il Comune, quando c’è una controparte privata debba sempre rimetterci con somme ridicole che gli spetterebbero in cambio del nulla, in questo caso in cambio di debiti milionari contratti, il 13 luglio ha ricevuto dalla Verdeaqua una ricevuta di pagamento di 32.43 euro. Tanto sarebbe dovuto, nell’unico caso della storia aquilana, di una fideiussione a favore di un gestore: dov’è la magistratura? La seduta s’è aperta in mattinata con l’assestamento di bilancio, con cui è definitivamente sventato l’aumento della Tari di un ulteriore 30%. Sono stati votati diversi emendamenti, riportati di seguito dall’ufficio stampa dell’amministrazione, non ultimo quello di Apl-Lcv sul baratto amministrativo, sul quale andrà fatta una discussione per capire come poter far pagare con lavoretti per il Comune, chi non può pagare le tasse. La questione non potrà comunque coprire i debiti milionari e pregressi del Progetto case, di cui il sindaco Cialente, porterà il fardello della piena responsabilità politica ed erariale. Senza alcuna discussione politica, abbiamo appreso che sui 16milioni di euro che lo Stato ha girato per le maggiori spese e le minori entrate, 3milioni copriranno la Tari 2016; un milione e mezzo di euro, il mancato trasferimento della Tasi per gli edifici inagibili; 3milioni il Progetto case, per spese ed entrate non collegate tra loro, nel senso che i costi vanno sostenuti quando occorre, anche se dopo rientrerebbero, il condizionale è d’obbligo, con le entrate; circa 3milioni di euro per sussidi agli immigrati, mense, indigenza alle famiglie, ma sarà difficile spendere tutto entro l’anno, ed il resto, dei 16milioni, spalmato sulle priorità e finalità stabilite dal decreto enti locali tra verde, viabilità, diritto allo studio ed asili, trasporto pubblico ed uffici tecnici, sono stati soddisfatti tutti i settori con un taglio proporzionale, ripartito appunto su tutti. Ciò che non sarà speso andrà in economia e speso per altro in futuro, il problema è che senza uno straccio di confronto politico e di pianificazione è difficile indovinare le politiche di Cialente, e quando lo Stato non coprirà più nulla, sarà davvero impossibile continuare a rincorrere solo l’emergenza. E saranno cavoli amari per tutti.


Alessandra Cococcetta




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