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AQUILANI UNITI, PRIMA DI TORNARE ALLA SOLITA CONFLITTUALITA’
stampa pagina 24 agosto 2016
E’ bello vedere la comunità aquilana unita nella solidarietà. Anche il Sindaco Cialente, invece di lavorare a dividere, sceglie in queste ore di unire i propri cittadini, perché si stringano intorno alle comunità colpite dal terribile sisma della notte scorsa.
6.0, una magnitudo secca e senza preavviso. Ci sarà tempo per chiedere come mai escano fuori 250 alloggi dal Progetto case così, liberi e pronti nella disponibilità degli sfollati, ci sarà tempo per ogni altra discussione.
Ci sarà tempo per tornare ai litigi a prescindere, e anche per raccontare l’inaugurazione di una Perdonanza, ieri, che vorrebbe più d’ogni altra cosa veicolare al mondo intero un messaggio di pace, ma che pure oltre l’ascolto del contado non va. Nonostante l’impegno genuino di chi ci lavora. Una maggiore attenzione alla comunicazione, l’avrebbe forse impostata più fresca nel parlare alla gente, e invece no, hanno parlato tutti, troppo, stile vecchio comizio, da Moroni a Cialente, D’Alfonso, De Crescentiis fino a Monsignor Petrocchi, la gente aspettava il fuoco, voleva essere riscaldata da una politica che invece parla proprio un’altra lingua, neanche quella dei migranti, che pure il messaggio celestiniano avrebbe potuto veicolare al mondo. Non ci riusciamo, dovremo rifletterne le ragioni.
Se ne parlerà in un altro momento, con la mente sgombra dal dolore di queste ore che riporta gli aquilani a sette anni fa, sempre di notte, sempre a gelare nei brividi e nella paura della morte a pensare alle persone intrappolate nel cemento, dove la vita può valere una frazione di secondo. Dispiace che L’Aquila e gli aquilani ritrovino pace e raccoglimento solo nel ricordo e nel dolore che pure è sfumato in sette anni, non hanno sete di giustizia, quella che reclamano a ragione i parenti delle vittime di ogni catastrofe ma sono rimasti da soli. E dispiace che di sicurezza e incolumità si torni a parlare solo nei momenti più tremendi. Sono anni, almeno cinque, che si “parla” dei puntellamenti che non hanno avuto la manutenzione straordinaria necessaria a garantirli, niente da fare, e comunque il centro storico è frequentato senza paure, si ragiona in queste ore sulla necessità di blindare ancor più le zone rosse, ma non andranno oltre la “semplice” transenna.
Purtroppo con la sicurezza e l’incolumità pubblica non è più tempo di scherzare ed è giusto pensarci proprio nel momento del lutto, prima che il passare dei giorni, favorisca un ritorno alla “normalità” e sicurezza che L’Aquila non ha in troppe zone, dove si passeggia come nulla fosse.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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