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RIENTRATA EMERGENZA SANGUE, 250 LE VITTIME ACCERTATE. CONTINUA LO SCIAME
stampa pagina 25 agosto 2016
Il bilancio delle vittime
Sono 250 le vittime accertate finora del sisma che ha colpito le aree del Reatino e dell'Ascolano ha reso noto, invece, la Protezione Civile.
Nuove repliche, l'ultima nel pomeriggio
Dopo quelle della notte, un nuova forte scossa di magnitudo 4.3 delle 14.36, è stata registrata dall'Ingv, che ha interessato l'area reatina si e' propagata e nettamente avvertita anche in diversi Comuni aquilani e teramani. In particolare, i comuni abruzzesi entro 10 km dall'epicentro sono tutti aquilani: Campotosto, Capitignano e Montereale, mentre i comuni entro 20 km dall'epicentro, sempre relativi alla sola regione Abruzzo, sono Barete (L'Aquila), Cagnano Amiterno (L'Aquila), Crognaleto (Teramo), Pizzoli (L'Aquila) e Cortino (Teramo).
Gli abruzzesi coinvolti
All'indomani del devastante sisma che ha colpito le regioni Lazio, Umbria e Marche anche l'Abruzzo e' sconvolto e piange i suoi cari che non ci sono piu'. A rimanere sotto le macerie di un'abitazione familiare e' stato il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace, 43 anni, originario della frazione aquilana di Paolmbaia di Sassa. Il sottuficiale e' deceduto in localita' San Giovanni di Accumuli (Rieti). Il suo corpo senza vita e' stato trovato dai colleghi dell'Aquila dove viveva e lavorava da alcuni anni, dopo aver prestato servizio anche a Pescara, citta' nella quale si era fatto molto apprezzare per le sue doti professionali e umane. Nel momento della devastazione Pace era solo in casa. Straziante ed assurda la morte della piccola Marisol Piermarini, figlia di una giovane, sempre aquilana, scampata al sisma del 2009. E' stata uccisa ad appena 18 mesi dal terremoto ad Arquata del Tronto. Dormiva nel suo lettino. La mamma, Martina Turco, aveva deciso di abbandonare L'Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009 trasferendosi nell'ascolano con il compagno Massimiliano. La donna, rimasta sepolta per diverse ore sotto le macerie della sua abitazione, e' stata ricoverata all'ospedale Torrette di Ancona. Il compagno, invece, si trova nell'ospedale Mazzoni di Ascoli. Ha diverse ferite ma non corre pericolo di vita. Dolore anche a Villa Lempa, frazione di Civitella del Tronto (Teramo) per la morte del padre del parroco Don Stefano Iacono. Il genitore del religioso, che viveva a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), per lo spavento della scossa ha avuto un infarto ed e' morto. Salva per miracolo, invece, un'altra aquilana, Renata Riga, maestra in pensione. E' scampata alla tragedia ma la sorte beffarda ha poi voluto che il marito morisse nella sua abitazione di Saletta, frazione di Amatrice. Lei e' rimasta in vita perche', prima del sisma, si era procurata la frattura di un femore in un incidente domestico. E' stata quindi ricoverata all'ospedale di Rieti e il marito, Andrea Colasanti, 70 anni, l'ha assistita fin quando ha potuto. Poi, tornato a casa, si sarebbe messo a leggere un libro e quando si e' verificata la forte scossa un solaio lo ha travolto uccidendolo. Sfuggiti al rischio anche l'imprenditrice avezzanese Susanna Lombardi e suo figlio. Pure loro si trovavano in una casa di famiglia a Prato, frazione di Amatrice. Sono stati investiti dalla scossa, la porta per uscire non si apriva, tanto panico ma alla fine sono rimasti entrambi indenni. Susanna e' la figlia dell'ex presidente di Confindustria Abruzzo Donato Lombardo. E il terremoto ha diviso per sempre anche due giovani fidanzati, entrambi 21enni, il cui amore era sbocciato a L'Aquila grazie alla passione per la musica. Si trovavano in casa di lei, ad Amatrice, crollata in pochi attimi, e per Anna Grossi, flautista diplomata al Liceo musicale dell'Aquila nell'anno scolastico 2014-2015, non c'e' stato nulla da fare. Il fidanzato, Claudio Leonetti, che studiava al conservatorio 'Casella dell'Aquila', e' stato investito dal crollo ma i soccorritori lo hanno recuperato vivo anche se ferito in modo grave.
Emergenza sangue
"L'emergenza sangue nelle zone maggiormente colpite dal sisma di ieri e' rientrata". Lo comunicano i Presidenti Regionali delle Avis Lazio, Fulvio Vicere', e Marche, Massimo Lauri. "Ringraziamo i tantissimi donatori che hanno risposto ai nostri appelli e si sono recati nei centri di raccolta per offrire il loro contributo che ha permesso di mantenere la situazione sotto controllo. Adesso - aggiungono anche i Presidenti Avis delle altre due regioni interessate dal sisma, Giovanni Magara dell'Umbria e Giulio Di Sante dell'Abruzzo - e' opportuno mettersi in contatto con le proprie sedi per garantire la continuita' del servizio anche nei prossimi giorni ed evitare che si verifichino dei cali delle scorte". "Il sistema sangue italiano sta dando prova di grande professionalita' e tempestivita' - sottolinea il presidente nazionale di AVIS, Vincenzo Saturni - grazie al piano nazionale delle maxi emergenze, che prevede un coordinamento tra le regioni e agisce con scorte strategiche".
Ospedale, ancora 46 ricoverati
Dalle ore 1.30 di ieri, all’ospedale di L’Aquila, non ci sono stati ulteriori accessi e il numero dei feriti assistiti è rimasto sulla cifra di ieri, vale a dire 46. Si tratta di 42 adulti e 4 bambini che non sono in condizioni non preoccupanti.
Primi interventi chirurgici sui ricoverati. Molti dei feriti, trasportati ieri da Amatrice, sono ricoverati a ortopedia, neurochirurgia e nelle chirurgie. 3 degenti sono ricoverati attualmente in rianimazione.
L’attività chirurgica programmata, che ieri in ospedale è stata sospesa, oggi è ripresa in modo ridotto poiché nella giornata odierna vengono compiuti, soprattutto nel reparto di ortopedia, i primi interventi chirurgici sulle persone ricoverate.
Monterale: postazione medica. Ieri sera 4 feriti lievi di Amatrice sono stati assistiti dal personale della Asl che opera nella postazione medica avanzata, allestita poche ore dopo la scossa per soccorrere le persone con codici bianchi e verdi, cioè casi meno gravi, nell’intento di evitare di caricare ulteriormente l’ospedale aquilano che ieri è stato sottoposto a una notevole mole di lavoro. Nella postazione medica di Montereale sono stati allestiti 8 posti letto mentre il personale è composto da anestesisti e infermieri. Dei 4 pazienti, accolti ieri nella postazione medica, uno ha lasciato la struttura ed è tornato in serata con la propria famiglia mentre gli altri 3 sono ancora ospitati nel centro di assistenza medica, dopo essere stati curati e rifocillati.
Il 118 di L’Aquila ad Amatrice dopo 15 minuti dalla scossa. Le ambulanze del 118 della Asl provinciale, dislocate a Montereale, sono giunte ad Amatrice attorno alle 3.50, quindi dopo una manciata di minuti dal terremoto. Subito dopo, a seguire, dalla postazione del 118 di Montereale sono sfrecciate in territorio laziale altri due mezzi di soccorso. Soprattutto nella prima fase, causata dall’apocalittica scocca delle 3.36, il servizio del 118 della Asl 1 Abruzzo ha svolto un ruolo decisivo, prestando la propria attività in uno scenario da incubo. Ieri il 118 ha lavorato con tutti i mezzi a disposizione senza sosta e a ritmi impressionanti, in particolare dall’alba fino a tardo pomeriggio. I 2 elicotteri per l’elisoccorso hanno fatto continuamente la spola tra l’ospedale di L’Aquila, Amatrice e i territori di Teramo e Pescara, colpiti anch’essi dal sisma, per prelevare e trasferire i feriti. 5 gli operatori (tra piloti, medici, infermieri e tecnici) impegnati su ciascun velivolo mentre, per quel che riguarda le ambulanze, ne sono state impiegate 10 che hanno richiesto la mobilitazione di quasi 40 operatori.
Gli aiuti, si mobilitano il mondo imprenditoriale e gli ordini
Passa attraverso l'Abruzzo la solidarieta' dal mondo delle imprese verso chi e' stato segnato dal dramma del terremoto di ieri. Su richiesta della Regione Abruzzo e del Comune di Popoli, la societa' Gran Guizza di Popoli (Pescara) ha messo a disposizione delle popolazioni colpite dal sisma un consistente quantitativo di acqua minerale, che verra' trasportato sui luoghi del terremoto dalla Sasi spa in coordinamento con la struttura regionale di Protezione civile. Inoltre, la Bmw Italia ha contattato il presidente Luciano D'Alfonso per offrire la disponibilita' di autoveicoli e motociclette in comodato gratuito al fine di supportare l'opera dei soccorritori. D'Alfonso, nel ringraziare l'azienda per la generosita', ha girato la comunicazione al Capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti per le determinazioni del caso. "Le imprese hanno anche un ruolo sociale - ha commentato il presidente - ed e' in occasioni drammatiche come questa che esse possono esplicarlo al meglio".
"Iniziato il coordinamento tra il Consiglio nazionale e gli Ordini regionali delle Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, per verificare la disponibilita' immediata di intervento da parte dei geologi piu' vicini all'area epicentrale e professionalmente preparati ad operare in emergenza sismica, qualora pervenisse una richiesta di attivazione". Lo ha dichiarato invece Adriana Cavaglia' coordinatrice della Commissione Protezione civile del Consiglio Nazionale dei Geologi. Ad Amatrice, intanto, e' arrivato il consigliere nazionale dei geologi Raffaele Nardone. "I geologi esprimono pieno cordoglio alle famiglie , alle popolazioni drammaticamente colpite - ha proseguito Cavaglia' - e sono pronti ad intervenire a supporto della Protezione civile e delle Strutture regionali, per offrire il proprio contributo in attivita' tecniche nei luoghi colpiti dal sisma che ha interessato l'Appennino Centrale. Nel giro di poche ore, il numero di geologi ha superato le 60 unita'. Il nostro intervento, consiste nella verifica di una eventuale permanenza del rischio indotto dal sisma, ovvero il rischio residuo connesso principalmente a frane, fratturazioni superficiali ed eventuali altri effetti indotti dal terremoto e dalle scosse successive. Oltre alle regioni direttamente interessate dal sisma, c'e' stata una grande solidarieta' da parte dei geologi che sono pronti ad intervenire, qualora venisse richiesto il loro contributo, da qualsiasi parte d'Italia". "Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione. Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa piu' confacente alla situazione del territorio italiano. Noi - ha dichiarato Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale Geologi - proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici. Perche' cresca la coscienza civica dei cittadini nell'ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica - ha concluso il presidente - che renda la popolazione piu' cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano . Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, e' causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l'evento sismico".
Il pungiglione
Taccuino
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