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Affidamento gestione “Complesso sportivo Santa Barbara”

VERGOGNOSO SCANDALO DI CIALENTE&COMPANY


stampa pagina 29 agosto 2016

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Uno scandalo che parte da lontano ma che, con la giunta Cialente, è diventato sempre più grande, tanto da richiedere un pesante intervento delle Magistrature Penali e Contabile. Lo scrivo pur sapendo che la Magistratura non lo farà, come al solito non farà niente. Perché Cialente è un sindaco intoccabile e da tutelare. Sono arrivato al punto di credere che Cialente non sarebbe toccato neppure se facesse una strage.
La Magistratura aquilana non si muove, non si muove neppure il Presidente della Repubblica che ha ricevuto diverse richieste di intervento, non si muove il CSM di Giovanni Legnini. Personalmente non mollo.
Perché “la gente” e le Magistrature possano capire appieno la gravità dello scandalo, è necessario fare una piccola storia di quest’ennesima scandalosa vicenda che vede protagonista “il nostro eroe”.
Con deliberazione di Consiglio Comunale n. 154 del 31 luglio 1995 (amministrazione Antonio Centi) fu indetto un appalto concorso per l’affidamento della gestione del complesso sportivo comunale sito in località Santa Barbara, e all’esito del relativo iter di gara, con deliberazione di Giunta Comunale n. 573 del 30 aprile 1996, fu disposto l’affidamento della gestione in favore della VerdeAqua Smile, a decorrere dal 02/05/1996, per cinque anni; anche se la convenzione fu stipulata in data 29 maggio 1996 con repertorio n. 22803.
Sin qui tutto normale se non fosse che la soc. VerdeAqua Smile, non ha mai pagato né fitti né oneri. Dove casca l’asino è che con deliberazione di Giunta Comunale n. 302 del 4 maggio 2001 fu disposto il rinnovo dell’affidamento, alla suddetta società cooperativa, per ulteriori 11 anni.
Ammesso che il rinnovo potesse essere fatto semplicisticamente, senza la minima gara o con la comparazione di prezzi di eventuali altri concorrenti reclutati con semplice disponibilità di interessi, il rinnovo non poteva essere fatto poiché la società era morosa nei confronti del Comune.
Convenzione quest’ultima che non fu mai sottoscritta dalla VerdeAqua Smile, per cui non valida. Ditemi voi, come possa fare il Comune, a rinnovare una convenzione di ulteriori 11 anni, se il precedente atto non era mai stato sottoscritto. Arriviamo così al 2012.
Da quel momento si va nel pallone più completo. Il Comune prima volta, ed unica nella sua storia, garantisce un privato con propria fidejussione, per un prestito di 2milioni e 112mila 850 euro, concesso dal Credito Sportivo alla suddetta società cooperativa; azzerando, con tutta una serie di peripezie contabili, tutti i debiti che la soc. VerdeAqua Smile aveva contratto nei confronti del Comune.
A questo punto chiediamo alle magistrature, com’è stato possibile che l’Istituto per il Credito Sportivo, abbia concesso un finanziamento di oltre 2milioni 200mila euro ad una società che non aveva nessuna convenzione sottoscritta? (Se non quella firmata il 29 maggio 1996, scaduta nel maggio del 2001). Ed il Comune come ha potuto concedere una fidejussione così gravosa, in cambio del nulla assoluto?
La Corte dei Conti, in effetti, ha chiesto lumi, ma si è accontentata di una generica lettera del Segretario Generale Carlo Pirozzolo.
E dove Cialente e la sua ciurma fanno un capolavoro di diritto amministrativo, è quando con delibera di Giunta n. 273 del 15/07/2016, approvata in Consiglio qualche giorno fa, rinnovano ora per allora, la concessione per ulteriori anni 25, fino al 02/05/2037.
Senza uno straccio di gara ad evidenza pubblica, senza la minima comparazione dei prezzi pur essendoci una disponibilità, con manifestazione d’interesse, presentata dal presidente dell’Associazione Sportiva dilettantistica 99 Sport L’Aquila che, oltre a tutta una serie di vantaggi nei confronti del Comune, avrebbe assunto la responsabilità del pagamento delle rate semestrali, più gli interessi dovuti sull’importo, fino all’estinzione del mutuo con l’Istituto di Credito Sportivo. Alla faccia del caciocavallo, Cialente ha preso il Codice degli Appalti e ne ha fatto coriandoli.
Ci troviamo davanti una delibera (la 273 del 15/07/2016) che grida vendetta e puzza di bruciato lontano un miglio perché ha deciso di operare attraverso una trattativa privata, con una semplice stretta di mano e con il sistema dell’haumm haumm, che sicuramente non è previsto da nessuna legge.
La richiesta di ristrutturazione del debito avanzata da VerdeAqua smile, con conseguente proroga della fidejussione già concessa dal Comune dell’Aquila, arrecherebbe un grave danno all’erario, anche perché la Società cooperativa ha già dimostrato, in passato, la propria incapacità a tener fede agli impegni economici assunti, sia nei confronti del Comune che nei confronti dell’Istituto per il Credito Sportivo. Atto illegittimo ed ingenti danni erariali.

 

Peppe Vespa




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