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PROGETTO CASE, 1.648 EURO A MQ. MINI CHALET, 1.400 EURO A MQ. CHE CAMBIA?
stampa pagina 29 agosto 2016
Non si capisce come mai debba essere Vasco Errani, commissario dell’emergenza sisma centro Italia. La gestione commissariale di Bertolaso non era piaciuta a nessuno, troppe deroghe, eppure ignorando totalmente i presidenti della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, della Regione Marche, Luca Ceriscioli e della Regione Umbria, Catiuscia Marini, tutti e tre in quota Pd, Renzi recupera Errani. Che non è più presidente dell’Emilia, lo è stato per quasi quindici anni, se non fosse stato per quella brutta bega giudiziaria finita qualche mese fa con un proscioglimento a suo favore, per cui si dimise, ed oggi ritorna. Forte, pare, dell’esperienza in Emilia, anche se quel sisma nel 2012 distrusse per lo più capannoni industriali. Si capisce bene come si delinei subito una geografia politica, della gestione post sisma, che dovrà tornare utile a Renzi, e forse anche a Cialente, già vice commissario in Abruzzo e pronto a scendere in campo nelle prossime elezioni con una propria lista. Il modello L’Aquila non ha funzionato per la gestione degli appalti, delle macerie, dei puntellamenti e degli affidamenti dei lavori, per il caos delle progettazioni, per le quali sarebbero bastati progetti asseverati e per i subappalti, con le filiere ed i satelliti delle grandi aziende pubbliche ad incassare. Non ha funzionato per le leggi, la prima, nel 2009, il grande contenitore dell’emergenza e poi quella del 2012, la legge Barca col Pd in prima linea, che partorì il modello degli Uffici speciali, nient’affatto spediti nell’esame delle pratiche, mentre i soldi restano in cassa. Ed il fatto che la politica, abbia messo se stessa in prima linea ancor prima della ricostruzione, ancora oggi, la dice lunga. Non vogliono fare la fine dell’Aquila, ma sceglieranno mini chalet in legno a 1.400 euro al metro quadro, come scrive il Corriere, per non abbandonare le loro frazioni. La notizia è che neanche da noi, sono state abbandonate le frazioni, ma eccole lì, la gran parte delle famiglie, dopo sette anni, ad attendere ancora la casa. Mentre il costo al metro quadro non sarà poi così stracciato, basti pensare ai rilievi che la Corte dei Conti Ue fece sui costi del Progetto case all’Aquila, 1.648 euro a metro quadro, contro il costo standard dell’edilizia sociale pari a 640 euro a metro quadro. Siamo quindi alle solite, la grande macchina mangiasoldi delle emergenze comincia a macinare in Abruzzo come in Emilia e nel centro Italia. Tutto il mondo è paese, potremmo perfino avere doppi Piani di ricostruzione, nei doppi crateri, e non è detto che lo Stato, che poi lo fanno le tasse, ci faccia caso. E c’è il com’era e dov’era. I puntellamenti serviranno in casi rari, c’è da scegliere se ricostruire le terze e quarte case a chi ci tornava una volta l’anno o a chi non ci abitava più, un po’ come le nostre frazioni il cui patrimonio abitativo resterà immenso, fantasma e senza una destinazione vera e nuova. Il nostro com’era e dov’era ha perso poi il treno della riqualificazione, brucia ancora la scelta di Cialente e Di Stefano di lasciare in un cassetto lo studio del Cnr sugli edifici incongrui da eliminare in centro, Renzo Piano ha dichiarato in queste ore “occorre togliere cemento e rammendare l’esistente”. L’Aquila non c’è riuscita. Il Sindaco Pirozzi si sente forte e parla “già” di un Modello Amatrice, si vede che non sa cosa lo attende. Infine i fondi e le donazioni, L’Aquila non ha funzionato neanche su questo. Ancor oggi non è chiaro il dato complessivo, mentre la gestione della Fondazione Etimos sui 5milioni di euro di sms di solidarietà a garanzia di prestiti bancari, scoperta da queste pagine, andrà di certo ripresa, perché quei cinque milioni devono essere restituiti e non possono creare interessi a vita a favore non di certo dei terremotati d’Abruzzo. Per non parlare della trasparenza sulla spesa che invoca oggi Renzi, ma dovrebbe sapere che le rendicontazioni post sisma, ad oggi, e dopo sette anni, non siamo ancora in grado di farle.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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