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CHIESA DI PIAZZA D'ARMI: L'EDILIZIA "PROVVISORIA" AQUILANA PUO' ESSERE SMONTATA?
stampa pagina 30 agosto 2016
Il confine tra un'enorme tragedia e un'enorme commedia dista pochi chilometri da piazza d'Armi, nei paesi dell'alto Aterno, dove si cominciano a contare danni e paure del nuovo cratere sismico che da lì arriva fino in Umbria e nelle Marche. Nei dintorni di Piazza d'Armi si dispiega invece l'enorme commedia, come se il sisma del 24 agosto non avesse creato già di per se grandi problemi, che sono tali solo per chi ce l'ha al momento. E' saltata un'intera stagione turistica e si spera che il sisma non abbia ripercussioni sulle immatricolazioni nell'ateneo cittadino, o sulla ricostruzione – è di ieri la notizia di alcuni cantieri sospesi per pericolo crolli sulle chiese non ristrutturate. Siamo stati di nuovo risucchiati dalle polemiche e dai talk show, dove si parla dell'Aquila e non, ad esempio, dell'Umbria e delle Marche, le cui classi dirigenti evidentemente hanno scelto un profilo comunicativo diverso. La città è di nuovo frastornata. Di buono c'è il generoso slancio di solidarietà degli aquilani, che andrebbe ora sistematizzato in azioni puntuali e organizzate. Proprio a Piazza d'Armi si trova una delle più imponenti strutture provvisorie realizzate in città dopo il sisma del 2009, la Basilica provvisoria di San Bernardino. All'indomani della sua inaugurazione, nel 2010, lo stesso sindaco dichiaro all'Unità: “Si tratta di strutture provvisorie, saranno rimosse quando il complesso di San Bernardino sarà ripristinato”. Il complesso di San Bernardino è stato effettivamente ripristinato e riconsegnato alla città nel 2015. Da allora si attendono determinazioni sulla chiesa provvisoria. Nel 2015 l'assessore Di Stefano aprì a una sua ricollocazione o ricontestualizzazione all'interno del parco urbano, ma il movimento celestiniano si oppose anche in virtù dell'inagibilità della mensa di Viale dei Giardini. E' lecito chiedersi però, vista anche la qualità del fabbricato, se non ci sia la possibilità di metterlo a disposizione dei comuni colpiti dal sisma della scorsa settimana dove si registrano crolli e inagibilità anche in tante chiese e uffici pubblici. Dopotutto di una struttura provvisoria si tratta, come le tante di iniziativa privata destinate ad essere smantellate. L'Emilia ha già “riciclato” una tensostruttura usata in questi anni come chiesa provvisoria. All'Aquila le strutture provvisorie sono ancora tante, San Bernardino ne è solo un esempio. Prima che si spendano milioni per farne di nuove si potrebbe, con minor spesa, trasferirne un po' nel nuovo cratere?
Alessio Ludovici
Il pungiglione
Taccuino
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