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I MILLE MODELLI DIVERSI DI RICOSTRUZIONE DI MASSIMO CIALENTE


stampa pagina 31 agosto 2016

Progetto C.a.s.e. Bazzano, l'inaugurazione Progetto C.a.s.e. Bazzano, l'inaugurazione

Massimo Cialente riesce a smentire perfino se stesso, dichiarando oggi che abbatterà il Progetto case, non prima di aver votato una delibera il 23 agosto scorso, con cui hanno approvato un progetto da 31milioni di euro, da spendere anche sulle piastre di Arischia, Collebrincioni e Coppito 2, su proposta del settore Ricostruzione Pubblica, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, facoltà d’Ingegneria, e le Associazioni ActionAid e ViviamolAq. Rup, la dirigente a tempo Enrica De Paulis, che avrà il compito di rispondere al bando della Presidenza del Consiglio da 18milioni di euro, per realizzare una parte del progetto. La differenza sono i fondi Erp, di una delibera Cipe del 2015. A proposito ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i gruppi civici in Consiglio comunale, particolarmente attenti ad ogni forzatura, e cioè Ettore Di Cesare e Vincenzo Vittorini. Un progetto di cui non sa nulla nessuno, neanche il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, sollecitato sui social in seguito al nostro articolo di ieri ed anzi, abbiamo appreso che la Ricostruzione Privata, risponderà a sua volta al bando con un altro progetto, a firma dell’assessore Di Stefano, per riqualificare una zona industriale. Di Stefano contro Capri? Non è detto che i due assessori in quota Pd siano l’uno contro l’altro, ma è certo che ognuno vada per conto proprio, Cialente in testa, pronto ad avallare un progetto che oggi valorizza le piastre, in nome di un non meglio definito “studio di fattibilità” da parte di associazioni che andranno a percepire belle fette di finanziamento, non prima di aver detto ieri, che le piastre andranno abbattute. Ed anzi chi rilancia la loro valorizzazione sarebbe pure ignorante perché l’Ue ha imposto la loro durata massima pari a quella dell’emergenza, questa era l’unica finalità del finanziamento ottenuto per costruire gran parte dei nuovi quartieri. D’altra parte ci fa, Cialente, quando scrive che il futuro di queste case glielo dovrà indicare il Governo, avendole già acquisite al patrimonio comunale, senza controllare prima agibilità, conformità delle costruzioni ed esistenza delle fideiussioni. Credo che le mille idee diverse di questo Sindaco, mai condivise né con la sua maggioranza, né con l’opposizione, tantomeno con i cittadini aquilani, siano state il più profondo buco nero di questa ricostruzione. Errori e sbagli se ne possono fare, lui ne avrà fatti all’indomani del sisma, difficile scegliere in quelle condizioni, il guaio lo ha causato soprattutto dopo, quando ha ignorato chiunque, non favorendo in alcun modo l’unità della sua comunità e generando al contrario un malessere sempre più diffuso nella maggioranza che lo sostiene, che oggi a malapena lo tollera. Praticamente non lo regge più nessuno, tanto è confusa la sua idea di città e di ripresa che ancor oggi è tutta da imbastire ed interpretare. Inutile prendersela con i giornalisti, la politica locale e nazionale o con chi non lo capirebbe, la verità è che non lo cerca nessuno in queste ore, i suoi mille modelli di ricostruzione hanno talmente confuso chiunque, che l’unica cosa che si ricorderà dell’Aquila, sarà il Progetto case. E la colpa non può essere di Berlusconi, con il quale condivise pienamente la scelta delle new town, quanto del fatto che da allora non è riuscito a fare nulla di davvero riqualificante ed unico, per la rinascita di questa città. Nessun esempio per gli altri insomma, nonostante abbiamo già speso miliardi di euro.


Alessandra Cococcetta




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