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E’ OBBLIGATORIA UNA VERIFICA SUI PUNTELLAMENTI, LO DICE LA LEGGE


stampa pagina 2 settembre 2016

Puntellamenti in centro storico Puntellamenti in centro storico

Il terremoto del 2009, non ha favorito la cultura della sicurezza. Parliamo del centro storico, della zona rossa e dei puntellamenti, citando le leggi. Le Norme Tecniche per le Costruzioni – Decreto Ministeriale 14.01.2008. Quella norma prevede una vita nominale di ogni opera o lavoro edile. “La vita nominale è intesa come il numero di anni nei quali la struttura, purché soggetta a manutenzione ordinaria, deve poter essere usata per lo scopo al quale è destinata”, prescrive il decreto. Per le opere provvisionali, cioè i puntellamenti, “le verifiche sismiche possono omettersi quando le relative durate, previste in progetto, siano inferiori ai 2 anni”. Ne sono passati sette, ed il Sindaco Cialente nonostante le relazioni tecniche dei suoi uffici non ha mai disposto, colpevolmente, una revisione di queste opere. Che non vuol dire una passeggiata tra i palazzi, per dire questo sta bene, questo pure, che ficata è tutto sicuro. Ed anzi fa specie, come un dirigente attento come Vittorio Fabrizi, che pure aveva chiesto transenne permanenti per delimitare zone rosse, oggi dopo l’ultima “passeggiata”, lasci passare l’idea che vada tutto bene, perché dopo sette anni e senza una revisione, qualsiasi tecnico dovrebbe dichiarare per legge, l’intero patrimonio puntellato pericolante. Basterebbe il distacco di un cornicione, di un intonaco o peggio di una facciata di una chiesa, a causare danni gravi all’incolumità pubblica, Cialente ne è responsabile ma sa benissimo che in caso di morti o feriti in centro, ad una chiamata della Procura, potrebbe dire tranquillamente la colpa è dei tecnici, io faccio il medico. Oggi che il morto non c’è, gioca con la pelle, in questo caso dell’ingegner De Angelis, il quale ha scritto e ne ha tutto il diritto che il centro non è sicuro, e se lo vogliamo vivere tutti in serenità, serve una revisione seria, costi quel che costi. Tecnici strutturisti ci spiegano che una revisione consiste in un sopralluogo vero per controllare tiranti, adiacenze, tenuta delle facciate, verifiche su ulteriori danni, palazzo per palazzo anche dall’interno, il tecnico dovrebbe rilevare il danno e poi prescrivere l’integrazione al progetto di puntellamento. Questa è la norma, la politica faccia la politica. Sono attività complesse, e ad oggi di realmente sicuro c’è solo l’asse centrale. Un progettista che lavorò in quelle terribili ore ci spiega che “le opere provvisionali furono fatte nel 2009 senza calcoli, cioè metodi per prevedere la durata in base a dei coefficienti matematici, se avessimo fatto i calcoli, avrebbero avuto un costo cinque volte tanto”. E furono fatti velocemente “per tutelare la viabilità ed impedire che gli edifici collassassero, con i calcoli avrebbero avuto un costo pari a quello di una ricostruzione vera e propria, si pensava di cominciare la ricostruzione entro due anni al massimo, furono tirati su in fretta, senza calcoli, il loro scopo era a tempo”. E così andò come pure per le chiese, andarono veloci, perché pensavano di ricostruire subito, entro due anni al massimo. Oggi una revisione seria sugli edifici prospicienti una qualsiasi viabilità è necessaria a garantire la sicurezza di ogni luogo frequentato, e tocca al Comune, sia su quelli pubblici che privati, perché li assegnò tutti il Comune, se facesse una scossa la gente potrebbe disperdersi in zone per niente sicure, mentre i puntelli in questi sette anni sono stati sottoposti a sollecitazioni continue oltre ad un sicuro disfacimento ed instabilità, perché le lesioni vanno avanti. Sarebbe davvero cinico pensare che tanto la colpa sarebbe dei tecnici. Certo non aiuta la verità, chi riporta pedissequamente ogni respiro di Cialente senza un minimo di spirito critico, legge alla mano, che aiuterebbe la città a farsi un’opinione. Tra una commissione e l’altra, che puntualmente il Sindaco nomina quando riceve una relazione tecnica sul centro storico, basta una passeggiata e ridiventa tutto sicuro.



Alessandra Cococcetta

 




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